ROMA, 30 SET – Il ministero delle Pari Opportunità è ''fortemente impegnato in azioni positive per il corretto utilizzo dell'immagine della donna nei media e in particolare nella pubblicita', che spesso propone dei modelli femminili che non corrispondono alla realta' ''.
E' quanto scrive Mara Carfagna che ha risposto ad un'interrogazione presentata dalla senatrice del Pd Maria Fortuna Incostante. La parlamentare chiedeva per quale ragione in Italia non siano state approvate norme legislative per potenziare gli strumenti di controllo ''contro gli stereotipi di genere nella pubblicità''.
Questo è del resto previsto da una risoluzione della Ue approvata nel settembre del 2008. Il nostro Paese aderisce alla Commissione per i Diritti delle donne, ma ''Parlamento e governo non hanno adottato – fa notare Incostante – nessun provvedimento a tutela dell'immagine femminile''.
Carfagna smentisce però questa tesi e sottolinea l'impegno del governo che ha puntato tutto sull'autoregolamentazione dei soggetti interessati. ''Proprio aderendo alle linee tracciate dall'Unione Europea ho siglato – spiega il ministro – un protocollo d'intesa con l'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria il 26 gennaio scorso''.
Carfagna fa notare che questo istituto rappresenta 18 sigle del mondo pubblicitario e oltre il 90% del mercato. Grazie all'accordo con Iap, il ministro, anche su segnalazione dei cittadini, puo' chiedere il ritiro della pubblicita' scorretta nei confronti delle donne in 48 ore. Due campagne commerciali sono gia' state bloccate. Presto verra' costituito un comitato paritetico per verificare ''il buon andamento degli impegni assunti''. Carfagna informa infine che allo scopo di ''perseguire l'obiettivo di forme di linguaggio nel mass media che abbiano il massimo rispetto nella rappresentazione della figura femminile'' e' stata impegnata anche la Rai nel contratto di servizio 2010-2012 con l'organizzazione di seminari interni''.