ROMA, 12 OTT – Nessuna ''cospirazione'', ''al piu' la scarsa consapevolezza di ministri e deputati sull' importanza della loro presenza in aula per votare''. Lo dice a Repubblica il ministro per le Pari opportunita', Mara Carfagna, a proposito della sconfitta del governo alla Camera per un voto sul Rendiconto generale dello Stato. ''A volte – aggiunge – la superficialita' fa gli stessi danni di un complotto, che in questo caso non c'e' stato''.
''Quando c'e' un provvedimento che riguarda il proprio dicastero – sottolinea – e' doveroso essere in aula'', ''non so perche' Tremonti non ci fosse''. Carfagna ''critica'' il collega dell'Economia ''sul metodo'': ''un ministro – afferma – deve capire che non si puo' fare a meno della collegialita' quando si affrontano scelte importanti come la manovra o il decreto sviluppo''. In ogni caso, aggiunge, le dimissioni di Tremonti ''non risolverebbero i problemi'', mentre al governo servono ''compattezza e coesione''.
Quanto a Scajola, spiega il ministro Carfagna, ''era assente perche' rientrava da un colloquio con Berlusconi''. E prosegue osservando che un uomo ''della sua esperienza'' non puo' agire per ''poltrone o strapuntini; se cosi' fosse dimostrerebbe di non aver capito il momento storico e politico che stiamo vivendo''.
Infine Mara Carfagna si dice d'accordo con Alfano per ''allargare il centrodestra per offrire agli elettori un unico blocco moderato oggi frammentato'', ma se aprire all'Udc significa accogliere la richiesta di Casini di mettere da parte Berlusconi allora ''non puo' che essere contraria''.