ROMA, 10 MAR – ”Ho l’impressione che non ci sia piena consapevolezza del fatto che la crisi economica si può realmente trasformare in crisi sociale, mettendo in discussione quei legami di coesione che, in passato, hanno fatto superare all’Italia momenti molto difficili”.
Lo afferma, in un’intervista alla Stampa, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, secondo cui le forze politiche, ”sulla base del buon senso e della ragionevolezza, potrebbero partire da cio’ che unisce piuttosto che da ciò che divide”. ”Se consideriamo i programmi elettorali dei diversi partiti, qualche buon punto in comune c’è”, dice Sangalli citando ”la riduzione della pressione fiscale procedendo nella spending review o nella vendita seppure contenuta di patrimonio pubblico, il contenimento dei costi della politica, una nuova stagione dell’etica pubblica, la semplificazione delle istituzioni e in via prioritaria un accordo su una profonda revisione della legge elettorale”.
Per questo, ”le azioni da intraprendere ci sono e, almeno sulla carta, ci potrebbe essere consenso su alcuni importanti punti programmatici”, prosegue Sangalli, che auspica ”una genuina volontà politica di operare”.
Il presidente di Confcommercio dice no a nuove elezioni. ”Il ricorso alle urne sarebbe esiziale, oltreché inutile. Confido nel senso di responsabilità degli eletti e della politica tutta, e soprattutto nella capacita’ di figure istituzionali di riferimento, di trovare una sistemazione accettabile del quadro politico anche in termini di governabilità”. In merito al declassamento dell’Italia, ”Fitch si è fatta prendere la mano dalla paura dell’instabilita’ politica, mentre i mercati, da quel che posso capire, sono abbastanza attendisti. Quindi – evidenzia Sangalli – non credo che il declassamento avra’ una ricaduta immediata sul costo del nostro debito pubblico”. .