ROMA – “La Cancellieri mi chiamò ma non feci nulla”: Francesco Cascini, vice capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziario (Dap), conferma di aver ricevuto il 18 agosto scorso una telefonata del ministro della Giustizia per segnalare il caso di Giulia Ligresti, ma aggiunge che “quasi tutti i giorni” arrivano da varie fonti, anche dal ministro, “segnalazioni su detenuti con problemi particolari”, sui “casi più gravi o dolorosi”.
Cascini racconta, intervistato dal Corriere della Sera e dal Messaggero: “Quel giorno il Guardasigilli telefonò precisando “di essere amica dei Ligresti” per segnalare “il caso della figlia minore Giulia, dicendomi di essere molto preoccupata, perché si trattava di una persona che aveva avuto problemi di anoressia” e che stava peggiorando. Tuttavia il magistrato – dice – non fece nulla. “Come le dissi, sapevo già di quel caso particolare, seguito con attenzione da chi di dovere”.
“Per questo – aggiunge – non ho chiamato nessuno, e soprattutto lei non mi ha più chiesto nulla. Il mio collega Pagano (l’altro magistrato del Dap chiamato dalla Cancellieri, ndr) – prosegue Cascini – invece, ha telefonato al provveditore regionale, che gli ha risposto la stessa cosa: sulla situazione di Giulia Ligresti erano tutti allertati e le sue condizioni erano seguite con attenzione”.