ROMA, 16 SET – La manovra di bilancio approvata dal Parlamento, che ''chiede durissimi sacrifici agli italiani'', ''ha risparmiato la casta dei politici''. Famiglia Cristiana torna sul tema dei mancati tagli ai costi della politica in un commento online in cui stila ''un lungo elenco di promesse non mantenute'', sottolineando che nella manovra, ''dopo gli annunci di voler usare la scure per abbattere i privilegi di cui godono, alla fine tutto è rimasto come prima''. ''Nessuna traccia delle strombazzate scelte epocali'', lamenta il settimanale cattolico.
''Mentre fuori i mercati sprofondavano – scrive Famiglia Cristiana -, nei Palazzi si ritiravano quegli emendamenti che avrebbero eliminato privilegi ormai insopportabili''. Primo tra tutti ''il vitalizio'', cioè ''la pensione a vita che va ad aggiungersi a quella ordinaria''.
Il settimanale dei Paolini però va oltre e fa un raffronto tra le prime bozze della manovra e quella approvata. ''I compensi pubblici, era stato scritto, non potevano superare la media degli stipendi dei colleghi europei. La norma ha riportato la media a quella dei sei maggiori Paesi dell'Unione, dove le indennità sono più alte – elenca -. La norma sull'abolizione delle Province è finita in un disegno di legge costituzionale, che vedrà la luce chissà quando. Così come è caduta nell'oblio la regola dell'incompatibilità con altre cariche elettive. Sulla riduzione del numero dei parlamentari, meglio tacere. Sparita anche quella. Restano tutti. La casta, in questo, è molto 'democratica'''.
Anche il prelievo di solidarietà ''ci sarà solo per un triennio. E non varrà per la diaria''. Sulla questione del cumulo, poi, ''il taglio del 50 per cento dell'indennità parlamentare era stato previsto per quei deputati e senatori che continuassero a esercitare un'attività professionale (ci sono in Aula assenze del 93 per cento). Ma, grazie all'influenza delle lobby delle professioni, la misura è stata sostituita. Si sono fatti un bello scontone''.
Secondo il settimanale, ''alle famiglie italiane, invece, nessuno fa sconti. Anzi, le si grava ancora di pesi e sacrifici. Fino all'insopportabile'', tanto che ''la manovra è composta da nuove tasse per il 65 per cento'', e ''a queste si deve aggiungere, con l'aumento di un punto percentuale dell'Iva, la 'tassa dei poveri''', cioè l'inflazione, ''che penalizza soprattutto le famiglie meno abbienti''.
Il congelamento degli stipendi degli statali per tre anni, infine, ''renderà la misura ancora più drammatica per i nuclei familiari che hanno un reddito basato su stipendi pubblici''.