ROMA – Niente rimborsi per parenti, mogli o conviventi. Lo prevede esplicitamente il nuovo regolamento che si e' dato il Senato per la gestione dei contributi erogati per il cosiddetto ''supporto dell'attivita' dei senatori'', le somme, insomma, utilizzabili per compensare i cosiddetti 'portaborse'.
La delibera approvata oggi all'unanimita' dal Senato, si spiega in una nota, sostituisce il vecchio contributo per il supporto dell'attivita' dei senatori con un rimborso spese – di analogo importo (4.180 euro) – che sara' suddiviso in due quote uguali di 2.090 euro, erogate l'una ai Gruppi parlamentari di appartenenza e l'altra direttamente ai senatori.
La differenza con il regime precedente consiste nel fatto che le spese del senatore devono essere tassativamente indicate e devono rientrare in una tra quattro categorie: 1) spese per collaboratori, consulenze e ricerche; 2) spese per la gestione di un ufficio, quali affitto di locali e relative utenze, acquisto o locazione di beni strumentali; 3) spese connesse all'uso di reti pubbliche di consultazione dati; 4)spese per convegni e sostegno delle attivita' politiche.
''Le spese suddette saranno ammesse a rimborso solo se ciascun senatore, con dichiarazione quadrimestrale, attesti analiticamente le spese sostenute, con obbligo di conservare la relativa documentazione di spesa fino a quattro mesi dopo il termine della legislatura''.
Soprattutto, ''non saranno ammesse al rimborso le somme a qualunque titolo erogate al coniuge, al convivente e ai parenti ed affini del senatore entro il quarto grado''.
