La Rai si arrende, parola di Consiglio di amministrazione. Si arrende alle regole dettate dai partiti politici per interposta Commissione parlamentare. Si arrende al danno economico conseguente all’obbligo di mettere in palinsesto, cioè in programmazione per un mese solo Tribune politiche. Si arrende a non poter parlare di politica in periodo di campagna elettorale se non con il “format” dei comizi a rotazione. Si arrende, alza le mani e di fatto conferma che nessuna trasmissione giornalistica potrà andare in onda. Non ballarò, non Annozero, non Porta e Porta…A meno che il Parlamento, cioè i partiti non ci ripensino, il che appare molto improbabile.
“La Rai non può “in alcun modo interpretare le norme” del regolamento sulla par condicio, ma solo “applicarle”, nonostante incida “negativamente sui palinsesti” e rischi di “creare una disparità ” con l’informazione delle tv private”. È quanto ribadisce il Consiglio di amministrazione di Viale Mazzini dopo la riunione di oggi 16 febbraio, dedicata proprio al controverso regolamento approvato dalla Vigilanza Rai.
In sostanza, il Cda auspica una modifica del testo. «Il Consiglio di amministrazione della Rai – spiega una nota di Viale Mazzini – ha discusso oggi dell’applicazione del regolamento approvato dalla commissione di Vigilanza in ottemperanza della legge sulla “par condicio” e ha sottolineato come l’azienda non possa in alcun modo interpretare le norme ma possa esclusivamente applicarle, come sta facendo e continuerà a fare».
Il Cda ha ribadito quindi che il regolamento incide negativamente sui palinsesti della concessionaria di servizio pubblico e rischia di creare una disparità tra l’informazione Rai e quella delle emittenti televisive private.
