Adriano Celentano sempre più catapultato nella vita amministrativa di Milano. Sul Piano di governo del territorio assicura al Corriere della Sera “Non l’ho ancora letto, ma lo studierò bene”. Chissà se il documento diventerà solo fonte di polemica o sarà la pezza d’appoggio per una eventuale candidatura alla poltrona di primo cittadino della città. Ipotesi vociferata, poi smentita, poi proposta e accettata, ma alla fine rimandata.
Il ragazzo della via Gluck si è sempre schierato a favore dell’ambiente e contro il cemento, soprattutto nella sua Milano. Ma questa volta al Corriere rivela di aver scoperto da poco una parte della città che lo ha meravigliato: il Parco Sempione. “Non ci andavo da anni, ed è veramente bellissimo. Curato. Non me lo aspettavo di ritrovarlo così cambiato. L’ultima volta che ci sono andato era molto diverso”.
Sul Pgt Celentano rimane comunque scettico: “Non mi aspetto di trovarci un granché se non nuovi palazzi, grattacieli, costruzioni”. Il piano prevede anche parchi e giardini ma questo per il molleggiato è “solo un abbaglio. Un pretesto. Dicono di piantare alberi da qualche parte e intanto costruiscono in un’altra area”.
le sue battaglie ambientali e le polemiche urlate dai giornali hanno fatto di lui il migliore candidato sindaco che Milano potesse desiderare. In molti ci sperano la dimostrazione è nei tanti gruppi su Facebook. Ma Celentano sorride e nega: Sarebbe troppo complicato. Non ho il carattere giusto. Se fossi eletto, la prima cosa che farei è distruggere i tre quarti dei grattacieli costruiti negli ultimi anni”.