
Adriano Celentano come prossimo sindaco di Milano? La candidatura รจ stata lanciata da Mario Capanna, durante la presentazione del suo ultimo libro, e il ‘molleggiato’ non si รจ tirato indietro. “E’ un po’ presto per dirlo, รจ un po’ difficile da realizzare, ma – ha detto Celentano – come si fa a dirlo? Se viene fuori una cosa importante, potrei essere responsabilizzato, potrei dire ‘non voglio fare il sindaco perchรจ so come va a finirรฉ, ma subentrerebbe la coscienza per questa voce elevata e a questo punto – ha aggiunto – mi dovrei piegare a queste richieste e sarebbe molto divertente”.
Al primo punto del ‘programma’ del candidato ci sarebbe “buttare giรน Milano, quella brutta”. “Milano non ha un volto, certo, non si puรฒ radere al suolo la cittร , ma la gente – ha garantito l’ex ragazzo della Via Gluck – si divertirebbe a distruggere. Per esempio, potremmo fare un referendum per buttare giรน i nuovi grattacieli”.
Al di fuori della provocazione, secondo Celentano, quello che serve oggi per ridare un senso di comunitร ai cittadini: “E’ uno scatto forte, tipo rifare le cittร a uso dell’uomo”.
A voler essere cattivi, stupisce che Milano, da sempre avamposto della modernizzazione italiana, riponga in due personaggi noti, apprezzati ma fatalmente “agรฉe” ย (65 anni per Capanna, 72 per il “molleggiato”) le speranze di rinnovamento. Sembra di assistere a una cronaca di 40 anni fa, con i protagonisti che perรฒ hanno sotterrato le asce della dura contrapposizione ideologica di allora. Celentano cantava “Chi non lavora non fa l’amore”, canzone leggera fino a un certo punto, con gli scioperi e i picchetti dove Capanna si costruiva la fama di rivoluzionario. Ma quei tempi son lontani, se perfino “Il Secolo d’Italia”, ex organo dei missini italiani e adesso megafono del nuovo corso finiano, ha speso parole di apprezzamento, addirittura di gratitudine per il Che Guevara nazionale.
