ROMA, 3 GIU – Il colloquio viene fissato per uno scambio di vedute sui tanti incontri internazionali avuti a margine dei festeggiamenti per il 2 giugno, ma alla fine nel piatto entra anche la politica interna: Giorgio Napolitano avrebbe chiesto lumi al presidente a Silvio Berlusconi, si spiega in ambienti parlamentari della maggioranza, sull'attuale situazione politico-istituzionale alla luce dei risultati delle amministrative, anche in vista della verifica di fine giugno, e soprattutto delle annunciate dimissioni di Angelino Alfano da ministro della Giustizia. Sul primo punto, aggiungono i medesimi ambienti, il Colle si e' voluto sincerare dello stato di salute della coalizione. La sua opinione in merito e' nota: il governo non dovra' solo superare la prova numerica in Aula, ma dovra' anche dimostrare di poter governare con una maggioranza chiara. In caso di stallo, infatti, si affaccerebbe, si ricorda ancora in ambienti parlamentari, lo spettro dello scioglimento anticipato delle Camere. Facile immaginare le rassicurazioni del Cavaliere, secondo il quale la nuova maggioranza, pur se piu' risicata nei numeri, e' piu' coesa e compatta di prima. Berlusconi e' inoltre convinto che l'asse con la Lega reggera' nonostante le fibrillazioni dovute alla sconfitta elettorale. Ma si sarebbe parlato anche della squadra di governo ed in particolare dei prossimi ingressi che devono essere al di sopra di ogni polemica o sospetto. In cima ai pensieri del Quirinale, ovviamente, il delicato dicastero di via Arenula. Ma il premier, su questo punto, ha preso tempo: e' ancora tutto prematuro, Alfano non lascera' prima del Consiglio Nazionale del Pdl (convocato entro la fine di giugno) e sicuramente dopo aver varato i due provvedimenti annunciati dallo stesso ministro (il codice antimafia e il nuovo codice civile), sarebbero stati gli argomenti usati dal Cavaliere. Al Colle non sfugge il fatto che anche il ministero delle Politiche Europee resta 'scoperto'. E, almeno stando ancora a fonti della maggioranza, avrebbe chiesto garanzie sul fatto che il futuro responsabile non abbia 'ombre' giudiziarie. Ottenendo altre rassicurazioni da parte del premier che, secondo alcuni, avrebbe ancora in mente di ridare quella poltrona ad Andrea Ronchi. Insomma, Berlusconi ha garantito al Colle cio' che dice pubblicamente: che il governo concludera' la legislatura, che i rapporti con Giulio Tremonti sono ottimi, che l'alleanza con la Lega e' salda e che la sua leadership e' ancora forte. L'impressione insomma e' che il premier abbia da un lato rassicurato, dall'altro rimandato. Ma in attesa di cosa? Probabilmente dell'incontro con Umberto Bossi, secondo alcuni in programma lunedi' prossimo ad Arcore. I due dovranno affrontare molte spinose questioni. Berlusconi attende di capire se dovra' 'concedere' un vicepremier al Carroccio (si parla di Calderoli, da affiancare a Tremonti), o se invece la Lega insistera' nel volere la poltrona di Alfano (in questo caso fra i candidati ci sarebbe Castelli). Probabile che Berlusconi voglia muovere meno pedine possibile. Per questo cerchera' di frenare eventuali richieste del partito di via Bellerio. Ma c'e' un altro tema che il Cavaliere e il Senatur dovranno, prima o poi, affrontare: quello delle primarie. L'impressione e' che Berlusconi faccia buon viso a cattivo gioco, di fatto ''subendo'' (copyright di un ministro) la decisione dei suoi stessi fedelissimi (da Alfano a Cicchitto, passando per Frattini) che chiedono a gran voce di decidere cosi' il prossimo leader. Difficile pensare che abbia improvvisamente superato le sue perplessita'. Ecco perche' appare plausibile cio' che sussurra un berlusconiano di lungo corso: ''il Presidente e' stanco e lascia fare, ma se continua cosi' non terminera' la legisatura: del resto Alfano potrebbe veramente riunire i moderati, compreso l'Udc, e portarci in una nuova fase politica''.