Commissioni, il governo ci ripensa: norma “salva-banche”

ROMA – Commissioni, il governo si ammorbidisce. Dopo le proteste delle banche ora è pronto l’emendamento da inserire nel decreto legge sulle Semplificazioni all’esame della Camera. Al momento però si starebbe ancora cercando un’intesa per formalizzarlo.  L’emendamento, che andrebbe a modificare le liberalizzazioni sulla norma riguardante le banche, prevede che le commissioni siano nulle se la banca non ha rispettato le norme di trasparenza del Cicr, il Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio.

La novità dovrebbe riportare il sereno nei rapporti tra banche e governo dopo lo strappo dell’1 marzo, quando Giuseppe Mussari, presidente Abi era arrivato a minacciare: o si cambia oppure strozzeremo il credito a famiglie e imprese. In particolare l’Abi criticava l’articolo 27-bis del dl liberalizzazioni, così come è uscito dalle commissioni parlamentari, articolo che rendeva “nulle tutte le clausole comunque denominate che prevedano commissioni a favore delle banche a fronte della concessione di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere, del loro utilizzo anche nel caso di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido”.

L’emendamento, già pronto da qualche giorno, sempre a quanto si apprende, verrebbe formalizzato una volta verificata la sua ammissibilità. Per questo sono in corso verifiche informali con gli uffici della Camera. La proposta avrebbe potuto essere inserita anche nel dl liberalizzazioni in arrivo alla Camera ma ci sarebbe stato il timore di ‘riaprire’ il testo e di dar corso a troppe proposte di modifica. Altro ‘veicolo’ sul quale si è riflettuto è il decreto fiscale ma, dati i tempi di approvazione, ci sarebbe stato il pericolo di far restare la norma sulle banche in vigore una quindicina di giorni.

Intanto il Fisco ha accertato che nel nostro Paese ci sono 1.081.698 “case fantasma“, unità immobiliari a cui è stata attribuita una rendita di 817,39 mln. E’ il risultato del lavoro di accertamento, al 31 dicembre 2011, riferiscono l’Agenzia del Territorio e il Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia. Si partiva da 2.228.143 particelle nelle quali si era constatata la presenza di potenziali fabbricati sconosciuti al catasto. Sulla base degli accertamenti il maggiore gettito quantificabile è di 472 milioni.

Published by
Elisa D'Alto