ROMA – Muore in commissione, accantonato prima di arrivare in Parlamento, un emendamento presentato dall’Udc che prevedeva l’immediata applicazione del divieto di candidatura in Parlamento per i condannati.
L’emendamento, presentato dall’Udc, estendeva al Parlamento quanto già previsto per gli amministratori locali, e’ stato accantonato in sede di comitato dei 18 delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera che stanno facendo il punto sulle proposte di modifica al ddl anticorruzione. ”La decisione di accantonare il mio emendamento – dichiara Pierluigi Mantini (Udc) – è davvero molto grave”.
”E’ stata la relatrice del Pdl Iole Santelli a esprimere delle perplessitàsulla nostra proposta di modifica – aggiunge Mantini – ma a mio avviso sono del tutto infondate visto che c’è già nel provvedimento una delega al governo a disciplinare la materia”. La proposta di modifica dell’Udc prevede infatti ”che solo in attesa di quella delega venga esteso ai candidati per il Parlamento quanto già previsto per i candidati alle elezioni amministrative”.
”Noi non ritireremo mai questo emendamento – annuncia Mantini battagliero – i partiti dovranno assumersi la responsabilità di bocciare o meno questa previsione”. Per quanto riguarda il governo, informa sempre il deputato Udc, questo si sarebbe rimesso all’Aula ”pur condividendo le motivazioni della norma”. ”Chiederne l’accantonamento – sottolinea – significa solo voler frenare una misura come questa così importante”.