ROMA, 2 FEB – ''Il voto contrario all'emendamento Fava rappresenta una decisione giusta presa dal Parlamento in quanto quella norma era inadeguata a contrastare i fenomeni di contraffazione in rete. Cio' non toglie che il contrasto alla pirateria on line costituisca uno dei pilastri su cui far crescere l'economia digitale in Italia e che il legislatore dovra' approfondire il tema per giungere a una norma innovativa, capace di colpire i fenomeni contraffattivi e proteggere in modo efficace il diritto alla proprieta' intellettuale in rete, ma tenendo conto delle peculiarita' del web e senza svilire le sue grandi potenzialita'''. E' quanto afferma Stefano Parisi, presidente di Confindustria Digitale, in merito alla decisione presa ieri dall'aula di Montecitorio di eliminare, dalla legge comunitaria, la norma sul commercio elettronico.
''La pirateria on line non puo' essere affrontata in una logica strettamente analogica, apponendo filtri e censure che, data la frenetica innovazione che caratterizza Internet, possono essere poi superati e aggirati con relativa facilita' – continua Parisi -. E' necessario, infatti, affermare l'attrattivita' e la convenienza del mercato legale dei contenuti, puntando allo sviluppo di offerte diversificate, convenienti e innovative anche nel modello di business e di transazioni. Il settore della musica sta registrando importanti risultati in questa direzione, con il calo dei download pirata a favore di una crescita di preferenze degli utenti verso una nuova gamma di offerte legali emerse sul web. E' questo il modello che deve ispirare la lotta all'illegalita' anche per gli altri settori produttivi e culturali per i quali Internet deve rappresentare una grande opportunita' di sviluppo''.