Roma – Il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir), in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, invita il Governo italiano a ripensare le misure repressive annunciate in questi ultimi giorni. "Abbiamo assistito a una escalation di dichiarazioni e provvedimenti del governo sempre più allarmanti", dichiara Christopher Hein direttore del Cir. In primo luogo l'accordo con il Comitato di transizione libico per il rimpatrio degli immigrati irregolari che fuggono dalla Libia. "Sentire dal Governo anche solo l'idea e la prospettiva, che dopo l'accordo sembrerebbe quasi realtà, di rimandare profughi verso un paese in guerra ci ha letteralmente inquietato. Dobbiamo dirlo senza alcuna incertezza: viola esplicitamente ogni convenzione internazionale e mette la vita delle persone ad altissimo rischio", conclude Hein.
Il Cir attacca anche il decreto del Consiglio dei ministri che prolunga la detenzione nei Cie. "Diciotto mesi senza alcuna libertà per persone che non hanno commesso alcun reato è una vera e propria punizione. Oltretutto inefficace ai fini della gestione della immigrazione irregolare – prosegue Hein – Vogliamo ricordare che nei Cie possono esserci anche richiedenti asilo, che hanno presentato la loro domanda di protezione dopo aver ricevuto una espulsione, anche se ingiusta.
