da: Corriere della Sera
Tre coordinatori molto discussi. Un presidente, ovvero il Cavaliere, furibondo, che dice di non riconoscersi più nel suo partito. Un partito, il Pdl, ancorché fortissimo, in preda a una crisi di nervi. O meglio, come ammesso dallo stesso presidente del Consiglio, in balia di «giochi di potere» che nulla hanno a che fare con il bene della maggioranza. La cronaca di ieri, con qualche indiscrezione, è eloquente. Sui giornali viene pubblicato lo sfogo del Cavaliere sullo stato del Pdl, la sua tentazione di azzerare tutto, dopo il voto delle Regionali. C’è anche traccia di un attacco a Denis Verdini, che del Pdl è uno dei coordinatori, indagato dai magistrati di Firenze, poco amato (per usare un eufemismo) nel partito che dirige. Verdini è tentato dalle dimissioni, Berlusconi smentisce e lo difende pubblicamente, ma è la prima volta che lo fa dal giorno della notizia delle indagini che lo riguardano.
Nel frattempo Ignazio La Russa, altro coordinatore, anche se in modo ironico, si dice disposto a fare un passo indietro. Tace il terzo coordinatore, Sandro Bondi, ma a Palazzo Grazioli lo danno sempre più distante dai suoi due colleghi, tanto che avrebbe fatto sapere al premier che si sente escluso e che non ha più…
