CORRIDONIA (MACERATA)- Finale di campagna elettorale con parapiglia e tensioni a Corridonia (Macerata), dove il candidato sindaco della lista civica Lega per le Marche Luigi Ciocci si e' messo a parlare dal monumento al sindacalista rivoluzionario Filippo Corridoni, inaugurato nel 1936 da Benito Mussolini, ma e' stato interrotto dai vigili urbani, che hanno allontanato a fatica lui e i suoi, e rimosso i pannelli con i manifesti elettorali che Ciocci si era portato dietro.
Il blitz dell'aspirante sindaco e dei 16 componenti della sua lista, e' nato per ''protesta contro la decisione del sindaco uscente Nelia Calvigioni (ricandidata) di non concedere agli altri tre sfidanti un palco e un servizio di amplificazione sonora adeguato''. Ciocci e gli altri due erano autorizzati a parlare dalla scalinata della Chiesa di San Francesco, che si affaccia sulla piazza.
Un sito ''assolutamente inadatto'' secondo la Lega per Le Marche (era presente anche il consigliere regionale Enzo Marangoni, ex della Lega Nord), che si e' sentita negare ''il diritto alla liberta' di espressione''. Cosi' Ciocci si e' spostato con pannelli e megafono sotto la statua di Corridoni ''scelta – spiega – anche per il suo carattere fortemente simbolico''.
A quel punto, e' scattato il blitz della Polizia municipale, che ha fatto scendere tutti dal monumento e ''strappato'' manifesti e locandine. Il candidato sindaco tuttavia insiste di essere nel giusto: ''nel foglio di autorizzazione ai comizi c'era scritto piazza Corridoni, e il monumento sorge nella piazza''.
