Questione morale alla veneta. Il leghista Gobbo: “Voglio la lista dei tesserati con pendenze giudiziarie”

Per il leghista Gian Paolo Gobbo, quello del diktat contro l’inno di Mameli, “è il momento di aprire una questione morale all’interno del nostro movimento”.  Il segretario regionale veneto della Lega in un’intervista al Gazzettino, commentando i recenti episodi di corruzione avvenuti sul territorio veneto.

”Ho già chiesto a tutti i segretari provinciali della regione – afferma Gobbo – di inviarmi una lista di tutti i tesserati con pendenze giudiziarie. Voglio conoscere tutti quelli che hanno ricevuto avvisi di garanzia che hanno a che fare con indagini o inchieste che occupano posizioni che possono in qualche modo creare dei problemi. Tutte le posizioni verranno esaminate attentamente, poi prenderemo le dovute decisioni”.

In Veneto ci sono 130 sindaci leghisti e numerosi assessori e consiglieri tra comunali e provinciali, ”purtroppo qualche debole ci può essere – ammette il segretario regionale – . Non posso conoscere tutti a fondo”.

”In tanti li vedi a Pontida o quando vengono a Venezia. Poi basta. Quello di San Michele (arrestato per aver intascato una mazzetta da 15mila euro che secondo l’accusa doveva servire a velocizzare una pratica, ndr) l’avrò incontrato due o tre volte. A ogni modo, è stato sospeso ed espulso”. L’apertura di una questione morale nel partito, secondo Gobbo, servirà ”a individuare chi non e’ all’altezza di un ruolo cosi’ importante come quello di rappresentante dei cittadini”.

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