ROMA, 8 FEB – Questo il testo della direttiva di Monti sui tagli alle spese di palazzo Chigi e del ministero dell'Economia.
''Le manovre finanziare adottate nello scorso anno hanno comportato una significativa correzione dei conti pubblici. Questa correzione, imposta dalla primaria esigenza di rispetto degli obiettivi di finanza pubblica definiti in sede europea, ha reso necessaria l'introduzione di disposizioni volte a determinare sia maggiori entrate che minori spese.
E' di tutta evidenza che l'introduzione di nuovi meccanismi legislativi non e' sufficiente, se l'adozione di nuove disposizioni non e' accompagnata da un'azione amministrativa indirizzata in modo deciso al perseguimento degli obiettivi di economicita' ed efficienza.
In questo logica assume rilievo, oltre che la puntuale e sicura osservanza dei limiti di spesa fissati dalle norme, inclusi quelli concernenti determinate categorie di spesa (ad esempio, spese di rappresentanza, convegni e consulenze), anche la necessita' che non vengano effettuate spese non indispensabili e non ricollegabili in modo diretto ed immediato ai fini pubblici assegnati alle singole strutture amministrative e che, in linea generale, i comportamenti degli amministratori pubblici siano ispirati al principio di assoluta sobrieta'.
A questo fine, in via meramente esemplificativa e non esaustiva, occorrera' – in linea generale – astenersi con estremo rigore dall'effettuare ogni spesa di rappresentanza. Solo in casi del tutto eccezionali, riferibili a rapporti con Autorita' estere, si potranno effettuare, comunque previa espressa autorizzazione, spese di modico valore.
Inoltre, e' necessario evitare l'organizzazione di convegni, celebrazioni, ricorrenze e inaugurazioni, anche quando questi ultimi costituiscano tradizionali impegni della Struttura che li indice. Del resto, oltre al costo inerente alle spese sostenute, deve tenersi in debito conto la circostanza che la stessa organizzazione e partecipazione a tali eventi sottrae numerosi dipendenti, ad ogni livello, al quotidiano impegno lavorativo. Nell'ipotesi che un'attenta valutazione del rapporto costi – benefici faccia comunque propendere per l'organizzazione dell'evento, comunque previa espressa autorizzazione, si utilizzera' di norma la giornata del sabato e si avra' cura di evitare qualsiasi spesa, anche utilizzando strutture interne all'Amministrazione.
Richiamo, infine, la necessita' che vengano scrupolosamente osservate le disposizioni contenute nel codice etico di ciascuna amministrazione, con particolare riferimento a quelle relative a regali ed omaggi.
A tale proposito i dipendenti delle Strutture in indirizzo si atterranno, salvo eventuali disposizioni piu' restrittive gia' adottate, alle prescrizioni recate al riguardo dal codice etico vigente per i dipendenti del Ministero e dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato secondo cui: ''I destinatari non accettano, per se' e per altri, beni materiali, quali regali o denaro, ne' beni immateriali o servizi e sconti per l'acquisto di tali beni o servizi o qualsiasi altra utilita', diretta o indiretta, da soggetti (persone, Amministrazioni, Enti, Societa') in qualsiasi modo interessati dall'attivita' del MEF che eccedano il valore di 150,00 Euro. Regali di valore superiore sono restituiti ovvero devoluti al MEF. I regali e gli omaggi ricevuti non devono comunque compromettere l'indipendenza di giudizio, la correttezza operativa, l'integrita' e la reputazione del dipendente e in ogni caso devono essere tali da non poter essere interpretati, da un osservatore imparziale, come finalizzati ad acquisire vantaggi in modo improprio''.
Con la certezza del fatto che le SS.LL. si renderanno convinti interpreti delle esigenze che ho voluto fare presente, confido nella consueta, fattiva collaborazione''.
