Costi politica: da abolizione province 7 mld risparmi

ROMA – L'abolizione delle Province potrebbe portare nelle tasche delle famiglie italiane almeno 300 euro l'anno. E' quanto calcola la Confesercenti in un dossier dal titolo 'Riaprire la pratica dell'abolizione delle Province'. Secondo lo studio della Confesercenti il taglio delle Province ''consentirebbe di realizzare risparmi dell'ordine di 7 miliardi annui, ossia una parallela riduzione di spese e di imposte pari a mezzo punto di Pil''. Sempre nello stesso dossier, l'organizzazione degli esercenti, evidenzia che ''la transizione al federalismo'' non cambia la situazione. ''Con l'avvento del federalismo – afferma lo studio – si rischia che a cambiare siano solo le intestazioni: le risorse provenienti da Stato e Regioni non si chiameranno piu' trasferimenti ma compartecipazioni. La sostanza tuttavia, non cambia''.

Mettendo a confronto i maggiori paesi Confesercenti sottolinea come l'ente Provincia ''non ha paragoni in nessun altro Paese simile all'Italia''. In Francia i Dipartimenti hanno dimensione analoga, ma al di sopra c'è poi solo lo Stato. E in Germania non c'è nulla tra i Comuni e i Länder. In Gran Bretagna ci sono le Contee, ma hanno carattere tecnico-amministrativo e non politico. Negli Stati Uniti avviene lo stesso e nella maggior parte dei casi le contee sono una linea sulla carta geografica oppure individuano le competenze giudiziarie o di polizia: non a caso l'autorità più importante è lo sceriffo.

Tagliando le 110 Province (erano 59 nel 1861 e 91 nel 1947) ''fermo restando il trasferimento dei dipendenti e delle funzioni agli altri livelli territoriali di governo, consentirebbe di realizzare risparmi dell'ordine di 7 miliardi annui, ossia una parallela riduzione di spese e di imposte pari a mezzo punto di Pil''. Attualmente il sistema Province – secondo i calcoli di Confesercenti – si caratterizza per entrate complessive per 13 miliardi, spese totali per 13.700 e un disavanzo di poco superiore a 700 milioni. Le entrate correnti sono costituite al 50% da imposte e tasse e il restante 50% dai trasferimenti dallo Stato e da altri enti pubblici. I tributi che spiegano la maggior parte del gettito sono cinque: l'imposta assicurazioni RC auto, l'imposta provinciale di trascrizione (IPT), l'addizionale provinciale all'accisa sull'energia elettrica, la compartecipazione provinciale al gettito Irpef e il tributo per l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell'ambiente (TEFA). .

Published by
admin