Crisi, Bersani: "Il governo è l'ostacolo"

ROMA – ''Abbiamo perso la nostra sovranità nazionale, mica noccioline. Se il premier si lascia commissariare, noi non intendiamo essere commissariati''. Lo afferma, in un'intervista all'Unità, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, secondo cui il ''problema più pressante'' non è il commissariamento dell'Italia, ma la ''permanenza di Berlusconi'', che ''rischia di bruciare mese dopo mese gli sforzi che nel frattempo mettiamo in campo''.

''Il problema è che la faccia di chi dovrebbe presentare le dure ricette prescritte dal commissario è quella di Silvio Berlusconi'', sostiene Bersani. ''Questo è il problema dirimente non solo agli occhi del mondo, ma anche agli occhi degli italiani, e in particolare di quelli che lo hanno votato''. Bersani ribadisce che la soluzione è il voto, ma ''di fronte all'emergenza – sottolinea – occorre essere pronti a soluzioni di emergenza, compreso un governo composto di personalità che possano garantire la credibilità che il mondo ci chiede''.

Bersani promette battaglia per correggere le iniquità della manovra. ''Aspettiamo di sapere cosa propone Tremonti, dopodichè è naturale che noi abbiamo le nostre idee'', spiega il leader del Pd, che elenca quattro punti. ''Primo, i tagli devono incidere il meno possibile su chi ha le tasche già vuote e ha bisogno di consumare. Secondo, sull'evasione fiscale stavolta non si può scherzare, le misure ci sono e le conosciamo''.

Terzo punto, prosegue, ''non si possono lasciare fuori dalla manovra grandi ricchezze e rendita, e non con misure una tantum ma con misure strutturali. Quarto, una decina di liberalizzazioni fatte sul serio e due linee di politica industriale''.

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Alessandro Avico