ROMA – ''Trovo un po' umiliante continuare a fare proposte di interventi economici, trovare dialogo, condivisione o discussione con economisti o esponenti di altri partiti e non avere alcun cenno dagli esponenti del mio partito che si occupano di economia''. Cosi' Guido Crosetto, sottosegretario alla Difesa ed esponente del Pdl, si scaglia contro l'idea di una ''patrimoniale'' sostenendo che sarebbe una cura che ''rischia di uccidere il malato'', puntando il dito contro quella che definisce una ''dominanza di visione socialista che pervade le persone che attualmente stanno facendo le proposte economiche per il governo che rispetto e stimo'' ma che non si confrontano con ''l'anima liberale del Pdl''.
''La patrimoniale e' una cura che rischia di uccidere il malato. C'e' un limite a tutto. Colpire i patrimoni in questo momento storico significa togliere benzina a chi ha la possibilita' di investire per far ripartire il Paese'', sostiene Crosetto.
''Eviterei misure troppo depressive – prosegue – non solo sui patrimoni ma su chiunque. Gli interventi che sottraggono risorse da entrate, che per una grande parte del paese sono gia' insufficienti per arrivare a fine mese, sono da considerare l'ultima ratio. Due mesi fa mi sono permesso di pronosticare quello che sarebbe successo e purtroppo gli eventi mi hanno dato ragione. Da allora – prosegue Crosetto – ho cercato di fare proposte che non avessero impatto diretto sui cittadini, dicendo che dovevamo abbassare il debito con la vendita del patrimonio mobiliare e immobiliare pubblico e semmai chiedendo alla parte piu' ricca del paese un contributo di solidarieta' non attraverso una tassa ma con la sottoscrizione del debito pubblico''.
Il sottosegretario alla Difesa se la prende soprattutto con la componente socialista del suo partito: ''La dominanza di visione socialista che pervade le persone che attualmente stanno facendo le proposte economiche per il governo, che rispetto e stimo, non mi sembra la piu' adatta, soprattutto senza un po' di confronto con l'anima del PdL, a far sterzare il Paese. Vorrei che fossero riprese le idee originarie della discesa in campo di Berlusconi – conclude – perche' ora piu' che mai serve una rivoluzione del Paese e dello Stato''.