ROMA, 26 AGO – ''Un patto nazionale per ridare al nostro Paese, stanco e sfiduciato, il desiderio di ricominciare ad investire, a creare, a crescere''. In una lettera a Repubblica, l'esponente del Pd Walter Veltroni sottolinea il ''bisogno assoluto'' di riformismo e la necessità di ''proporre al paese un'autentica rivoluzione democratica, il cui primo passo è la riduzione del macigno del debito pubblico''.
''Un governo autorevole, il che esclude Berlusconi, avrebbe il dovere di proporsi di portare all'80% il debito entro il 2020'', scrive Veltroni, che suggerisce di chiedere ai ricchi ''un contributo per tre anni per far scendere il debito in modo rapido e liberare risorse per la crescita''.
Accanto alla patrimoniale, prosegue l'ex segretario dei democratici, servono ''un nuovo patto del lavoro che giustizi la precarietà ed elevi la produttività, una riforma fiscale che contrasti l'evasione in un contesto di 'pagare meno, pagare tutti', la fine dell'occupazione partitica della Rai e delle aziende locali, l'una affidata a meccanismi tipo Bankitalia e le altre a un mercato regolato e orientato a valorizzare forze produttive innovative''.
In politica le riforme fondamentali sono ''il dimezzamento da subito dei parlamentari, un sistema elettorale bipolare e uninominale, lo snellimento radicale di tutta la diffusa 'professionalizzazione' della politica'', cui si aggiunge il ''diritto di voto agli immigrati per le amministrative'', prosegue Veltroni, che chiede anche ''la fine delle scandalose retribuzioni e liquidazioni di manager pubblici e privati, la lotta contro ogni forma di corruzione e contro quei poteri criminali che irrompono tra le maglie di una crisi economica forte e di uno Stato debole''.
Altro nodo è la giustizia, con una riforma che porti a processi ''più rapidi'' e ''meno carcere'', sottolinea l'ex sindaco di Roma. E poi ''norme di sostegno al lavoro delle donne e alle politiche familiari, diritti dei gay a cominciare dalle unioni civili, scelta netta per gli Stati Uniti d'Europa e l'elezione diretta del loro presidente, più forti politiche comuni di difesa e di bilancio a cominciare dagli eurobond''.
Infine, conclude Veltroni, ''scelta netta per le energie rinnovabili, defiscalizzazione dei contributi privati per ricerca e cultura, investimento pubblico forte e selettivo su scuola e università, individuazione delle dieci opere strutturali fondamentali per il paese'', da affidare a ''persone oneste e stimate che possano definire tempi certi e regole per la loro realizzazione''.
