
ROMA – Il Consiglio superiore della magistratura boccia la riforma del processo civile. In particolare i magistrati bocciano la riduzione delle ferie (loro). Per la sesta commissione dell’organo di autogoverno della magistratura questa misura “non solo non accorcerà i tempi della giustizia”, ma potrebbe persino risultare “controproducente”, e potrebbe addirittura avere un impatto “allarmante”.
“La scelta di intervenire con decreto legge comporta delicati profili di compatibilità costituzionale. Gli interventi proposti con il decreto legge sul processo civile non appaiono particolarmente idonei ad assicurare un reale incremento dell’efficienza del sistema giustizia”,
scrive il Csm in un parere approvato all’unanimità sul decreto sul processo civile che sarà discusso giovedì 9 ottobre dal plenum in seduta straordinaria.
I consiglieri puntano l’indice contro la “frammentarietà e la segmentazione” degli interventi legislativi che si sono succeduti negli ultimi anni sul processo civile con il “reiterarsi di molteplici decreti, ognuno di essi introduttivi di una riforma presentata come risolutiva dei mali della giustizia civile”. Criticano la negoziazione assistita e gli altri muovi istituti previsti dal decreto che, secondo loro,
“non hanno caratteristiche tali da indurre a ipotizzare che la relativa introduzione possa determinare una effettiva riduzione dell’arretrato ed una accelerazione dei processi”.
Questo perché, secondo i consiglieri,
“rappresentano una sorta di duplicazione di strumenti processuali già esistenti e rispetto ai quali, peraltro, è anche forte il rischio di sovrapposizione”.
Ma soprattutto, scrive il Csm:
“interventi sporadici e settoriali come quello in esame, destinati a incidere esclusivamente sulle regole processuali, non appaiono in alcun modo idonei a sortire gli effetti ipotizzati se non accompagnati da un adeguamento dei ruoli organici del personale amministrativo e dalla copertura dei ruoli della magistratura mediante espletamento dei concorsi”.
Se nel complesso l’intervento del governo non porterà a processi più veloci, non servirà certamente a questo scopo il taglio delle ferie dei magistrati:
“La riduzione delle ferie del personale magistratuale non soltanto non pare in alcun modo assicurare una maggiore funzionalità ed efficienza alla giustizia, ma addirittura potrebbe risultare in ipotesi, rispetto a tale obiettivo, persino controproducente”, sottolinea il documento che definisce “serio e allarmante” l’impatto che potrebbe avere la norma.
