Saranno scelti con le primarie i candidati delle correnti di togati di sinistra alle prossime elezioni del Consiglio superiore della magistratura, che si terranno a inizio luglio. A spingere Magistratura democratica e il Movimento per la Giustizia a intraprendere questa strada, come spiegano in una lettera ai colleghi i rispettivi segretari dei due gruppi Rita Sanrolenzo e Valerio Fracassi, l’esigenza di rafforzare il Csm dando ai suoi componenti «la massima legittimazione, che deriva innanzitutto dal consenso dei magistrati». Anche di quelli «che non sono iscritti a nessun gruppo ma che pretendono di poter incidere sulla scelta, facendo valere non le appartenenze , ma le idealità e i valori».
Alla consultazione che si terrà dal 22 al 26 marzo prossimo potranno infatti partecipare non solo le toghe delle due correnti, ma anche i magistrati che «non intendendo aderire a nessuno dei due gruppi, condividono i valori e l’azione concreta di un certo modo di praticare l’associazionismo»: non solo potranno votare, ma anche candidarsi, entro il 3 marzo, «aderendo espressamente alle linee programmatiche e impegnandosi a promuoverne l’attuazione in caso di successiva elezione al Csm».
Si tratta di scegliere un candidato di Cassazione, due pubblici ministeri e almeno quattro giudici. Anche l’Associazione nazionale magistrati, qualche mese fa, aveva annunciato l’intenzione di procedere alle primarie per la scelta dei candidati alle elezioni del Csm, ma poi non se n’era fatto nulla quando era emersa la contrarietà di Magistratura Indipendente, la corrente più moderata e attualmente l’unica all’opposizione della giunta guidata da Luca Palamara.
