BOLOGNA, 13 SET – Massimo D'Alema incontra le associazioni omosessuali che lo aspettavano a Bologna per contestarlo e chiede scusa per ''l'equivoco'' provocato dalle sue parole. Ma, durante l'incontro improvvisato in una saletta della Festa dell'Unita' con il presidente Arcigay Paolo Patane' ed Elisa Manici di Arcilesbica, concluso con una stretta di mano, non espone la sua personale convinzione sul matrimonio gay.
''Ha un valore molto relativo'', ha sostenuto rispondendo a una precisa domanda. ''In questo momento – ha ribadito – c'e' un gruppo di lavoro del partito che sta elaborando una proposta per allargare i diritti per le persone omosessuali. E con quella andremo alle elezioni. Non e' corretto che io dall'esterno li bombardi mentre loro discutono. Noi siamo l'unico partito italiano che lo fa. E siamo un partito complesso''.
Arrivati per contestarlo, gli esponenti delle associazioni hanno avuto invece un confronto, aperto ai cronisti, per oltre mezz'ora. Loro hanno detto di essere rimasti ''offesi'' dalle ''rozze'' espressioni ''di un dirigente di un partito laico'' rilanciate da un video su youtube, immagini da una festa del Pd di Ostia.
''Chiedo scusa per l'equivoco – ha detto stasera D'Alema a Bologna -. Puo' darsi che i miei riferimenti al testo costituzionale siano stati rozzi, che non mi sia espresso con chiarezza''. ''Non ho mai detto che la costituzione impedisce il matrimonio omosessuale. Ho detto che siamo in un Paese con una storia e una tradizione''. Nel quale la lotta per i diritti deve fare i conti ''con un ragionevole compromesso'' tra ''l'allargamento dei diritti per persone che convivono'' e ''la sensibilita' di un mondo cattolico che si sente urtato''. Sensibilita' che – precisa – non e' la sua: ''Non ho la remora di definire il matrimonio un sacramento''.
D'Alema si e' pero' anche detto ''colpito'' che le sue frasi, ''o meglio spezzoni di un discorso durato tre ore'', siano state riportate dopo quattro giorni, ''quasi a voler mettere benzina sul fuoco''.
