ROMA, 9 GIU – Non si sblocca la situazione al Senato sul controverso ddl anticorruzione. L' intesa che sembrava faticosamente raggiunta ieri sera nella Conferenza dei capigruppo su un nuovo emendamento del governo che sostituisce il primo articolo, bocciato ieri dall' Aula con due successive votazioni, e' naufragata subito dopo conosciuto il nuovo testo.
L'opposizione ha respinto, con toni anche accesi, la proposta dell' esecutivo sulla struttura di controllo della corruzione nella pubblica amministrazione. Il testo, grazie anche alla mediazione del presidente del Senato Renato Schifani apprezzata dal Pd, e' stato ritirato e la questione e' stata accantonata mentre l'Aula e' andata avanti sul resto del provvedimento.
Il pomo della discordia e' sempre lo stesso: il governo anche nella nuova formulazione, che passa dall' idea originaria di mettere in piedi un "Comitato anticorruzione" presieduto da Berlusconi e composto dai ministri (cosa che ieri aveva fatto infuriare Pd, Idv e Terzo Polo) alla proposta di una Commissione indipendente che informa il Parlamento, lascia comunque all'esecutivo il potere di nomina dei suoi componenti. L'opposizione invece chiede una Autorita' terza del tutto sganciata dall' esecutivo.
''E' stato tradito – ha affermato in Aula Anna Finocchiaro – un clima di disponibilita'. La rapacita' e l'arroganza con la quale si vuole tenere in capo alla funzione pubblica l'intera partita e' del tutto insostenibile''. ''Non si rispettano i patti e noi non abbiamo l'anello al naso'' ha detto ancora la capogruppo del Pd seguita da Idv e Udc nella denuncia di un ''dietrofront'' del governo dopo le assicurazioni di ieri sera.
In Aula il clima si e' fatto subito teso al punto che il vice presidente del Pdl, Gaetano Quagliariello ha invitato il governo a ritirare l'emendamento sostituendolo con un altro dai tratti essenziali, allo scopo di lasciare aperti margini di dialogo in commissione. A questo punto e' intervenuto il presidente del Senato che, regolamento alla mano, ha spiegato che ''solo in presenza di una convergenza unanime dell' Aula e' possibile discutere di un argomento gia' votato e bocciato''. Preso atto della situazione, i sottosegretari Andrea Augello e Giacomo Caliendo hanno ritirato l'emendamento contestato. In sostanza maggioranza e opposizioni sono condannate a trovare una intesa piena sul Comitato o Autorita' di controllo perche' in caso contrario qualsiasi nuovo testo del governo e' inammissibile trattandosi di materia gia' sottoposta ieri al voto dell' Assemblea. Nasce da questa situazione l'appello a fine mattinata di Schifani a superare i contrasti e il richiamo al ''senso di responsabilita''' da parte di tutti. ''Mi auguro – ha detto il presidente del Senato – che nei giorni a seguire si possa lavorare ad un testo condiviso''. Il ruolo svolto da Schifani di garante della correttezza delle procedure parlamentari e' stato apprezzato dal Pd e Anna Finocchiaro lo ha ringraziato ''per la coerenza e il rispetto delle intese raggiunte''.