Decreto semplificazioni, oltre 700 emendamenti sono “inammissibili”

ROMA – La tagliola del vaglio di ammissibilita’ si abbatte su oltre la meta’ degli emendamenti al decreto semplificazioni in discussione nelle commissioni riunite Affari Costituzionali e Attivita’ Produttive della Camera. Delle 1.316 proposte emendative, infatti, ne sono state cassate 768 e ne sono rimaste, salvo riammissione dopo i ricorsi, solo 548.

Giro di vite ancora piu’ rigoroso sugli emendamenti al dl semplificazioni dopo il monito venuto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In apertura di seduta delle commissioni Affari Costituzionali e Attivita’ Produttive della Camera impegnate nell’esame del provvedimento il presidente della I commissione, Donato Bruno, ha letto lo speech delle ammissibilita’ che ha visto cassati oltre la meta’ degli emendamenti e ha sottolineato che ”la necessita’ di rispettare rigorosamente” i criteri di ammissibilita’ delle proposte di modifica (ovvero, in particolare la stretta attinenza alla materia oggetto del decreto), ”ancor piu’ si impone a seguito della recente sentenza della Corte Costituzionale n.22 del 2012 e della lettera del Presidente della Repubblica del 23 febbraio 2012”.

”Il 23 febbraio scorso – si legge nello speech – il presidente della Repubblica ha inviato una lettera ai presidenti delle Camere e al presidente del Consiglio dei ministri in cui ha sottolineato ‘la necessita’ di attenersi, nel valutare l’ammissibilita’ degli emendamenti riferiti ai decreti legge, a criteri di stretta attinenza, al fine di non esporre disposizioni a rischio di annullamento da parte della Corte Costituzionale per ragioni esclusivamente procedimentali”’. Percio’, si spiega, ”sono da considerarsi ammissibili solo gli emendamenti che intervengono su materie gia’ oggetto del decreto legge in esame o che siano strettamente connesse o consequenziali alle stesse”.

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