Destra vince se anti Draghi. Pd-M5S (5%!) campo largo è stretto e storto. Spread guarda e sale FOTO ANSA
Ovunque si è votato, si è votato non solo per i sindaci (Lagalla-Bucci-Biondi eletti per il centro destra al primo turno rispettivamente a Palermo-Genova-L’Aquila, al centro sinistra al primo turno sindaco a Padova-Lodi-Taranto). Si è votato anche per i partiti. E il centro destra dei voti veri somiglia molto al centro destra dei sondaggi d’opinione. Più destra centro in verità che centro destra. Perché ovunque nell’alleanza elettorale che va da FdI ai vari gruppi centristi passando per Lega e Forza Italia, è il partito della Meloni il più votato. Anche al Nord dove prima era territorio elettorale della Lega. Fratelli d’Italia, il partito del Destra Centro che è all’opposizione, il partito che non è al governo, il partito della Destra antio Draghi. Ed è questo essere anti governo e anti Draghi che l’elettorato premia. Coerentemente Giorgia Meloni trae le conclusioni: “Fossi Salvini e Berlusconi uscirei dal governo”.
Lo stare al governo, ilo partecipare al governo di emergenza nazionale è per l’elettorato della destra una pecca e non una virtù. Ad uno anno dalle elezioni politiche la Destra che vince è quella anti Draghi e quindi diffidente se non ostile verso la Ue, pronta e disposta a non rispettare il contratto firmato per avere i miliardi del Pnrr. Una Destra che giura esser colpa della Bce se i tassi di interesse salgono, della Bce e non della combinazione più debito meno riforme. Anzi, il più debito e meno riforme è l’asse della comunicazione elettorale e il succo di ciò che all’elettorato piace.
Le liste M5S, seppur ridotte al minimo proprio per minimizzare impatto negativo, raccolgono in questa consultazione amministrativa una media di consenso elettorale pari al cinque per cento. Il cinque per cento dei voti per il partito che è ancora maggioranza relativa in Parlamento. Sul perché, vari i perché. Un po’ di elettorato ex M5S boccia e disdegna e disprezza lo stare al governo in quanto tale. Molto elettorato ex M5S non capisce se al governo M5S ci sta o no visto che Giuseppe Conte ci sta con la gioia di chi sta seduto sulla poltrona del dentista senza anestesia. Moltissimo dell’elettorato ex M5S si è squagliato perché squagliato è M5S, il movimento del no governo, no politica, no limits alla spesa pubblica e alla società assistita squagliatosi, suo malgrado, al calore della realtà.
Almeno in questo assaggio di elezioni, Azione di Calenda vale in termini di consenso più di M5S di Conte. Il “campo largo” che è strategia ed orizzonte del Pd, un campo che dovrebbe andare da Pd appunto a M5S e Leu o Sinistra italiana che dir si voglia, largo non è. Si prospetta elettoralmente stretto: Pd partito italiano più votato un po’ sopra il 20 per cento e ciò che resta di M5S, un po’ più del 10% alle politiche, un po’ di sinistra-sinistra (tra il 2 e il 4 per cento). Campo stretto e pure storto perché molto inclinato verso un populismo che, seppur con movenze di sinistra, anche e ancora sulla linea più debito e meno riforme.
L’elettorato italiano, sia pure su scala ridotta di amministrative parziali, parla chiaro. Promette di mandare tra un anno al governo in Italia chi assicura di fare il contrario di quanto ha fatto Draghi. Promette di mandare tra un anno al governo in Italia chi farà degli “scostamenti di bilancio” (debito pubblico) programma e bandiera. Chi applicherà con convinzione il più debito meno riforme. Chi considererà il contratto per il Pnrr vincolo insopportabile e violazione di sovranità. Chi chiederà a Bce, alla Ue, ai mercati, alla finanza, al risparmio di sottoscrivere, comprare il debito italiano senza badare se sta al 150 o 160 o 170 per cento del Pil. Mercati e altri Stati già intendono, ben capiscono il parlar chiaro dell’elettorato e quindi della politica italiana e quindi del governo che va a venire dopo le prossime elezioni. Intendono, capiscono che è già tempo di chiedere di più in interessi per comprare debito italiano, capiscono che il rischio di prestare all’Italia è già aumentato, qui e adesso, e capiscono che andrà ad aumentare. Destra vince se anti Draghi, Campo Largo è stretto e storto, lo spread si regola di conseguenza.