Anche i “senatori” piangono. Nicola Di Girolamo, da ieri sera rinchiuso nel carcere romano di Rebibbia, è «scoppiato a piangere» quando il deputato del Pdl Melania Rizzoli, che questa mattina è andata a trovarlo, lo ha chiamato «senatore». «E’ in evidente stato di choc – riferisce la parlamentare, che è anche medico – . Alla fine si è detto certo che saprà chiarire».
Di Girolamo, dopo aver rassegnato ieri le dimissioni da senatore, è stato accompagnato a Rebibbia dalla sua abitazione nel quartiere Prati, con l’accusa di riciclaggio e collusione con la criminalità. «Mi ha chiesto di conservare per lui tutti i giornali di oggi – dice ancora Melania Rizzoli – perché vuole leggere di persona gli articoli sul suo arresto. Al momento non può farlo perché è in isolamento giudiziario, non può quindi vedere la stampa né la tv». Di Girolamo «umiliato dalla privazione della libertà e dalla costrizione in cella» ha confessato alla deputata di desiderare «uno specchio, un rasoio per potersi fare la barba perché non vorrebbe presentarsi all’interrogatorio non in ordine». Ma ovviamente non può averli, così come gli è stata tolta la valigia con la quale si era presentato in carcere.
