ROMA – ''Non c'e' niente da scoprire, da martedi', come e' stato chiesto dal premier Monti, anche i miei dati saranno in rete, ma mi piacerebbe ci fossero anche quelli di tutti gli italiani''. Lo ha detto il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, ospite di ''24 Mattino'' su Radio 24.
''Mi piacerebbe che si sapesse tutto di tutti – ha aggiunto – perche' io non ho niente da nascondere, altri che fanno le prefiche forse si'''.
Tornando invece sull'acquisto di 90 (e non piu' 131) caccia F-35, secondo Di Paola ''il punto e' chiaro: uno strumento militare serio deve avere una componente aerea. Oggi quella che abbiamo deve essere sostituita. La scelta dell'F35 e' tecnologicamente, operativamente e industrialmente valida. Novanta aerei e' la cifra che riteniamo ragionevole, necessaria e sostenibile con le risorse che abbiamo''.
Riguardo al taglio di militari previsto dalla prossima riforma, il ministro ha detto che ''e' una misura dolorosa ma necessaria. Significa riportare lo strumento militare in equilibrio con le risorse che questo Paese puo' dare. Bisogna ridurre il personale e progressivamente le risorse dedicate al personale per poter investire sull'operativita', sulla preparazione degli uomini, e sui mezzi, per essere all'altezza dell'Europa. Ci saranno fuoriuscite per flussi di anzianita', la mobilita', l'inserimento nel mondo del lavoro esterno e altri strumenti cui stiamo pensando. La riduzione non verra' fatta in un due o tre anni, nessuno verra' cacciato, la paura che venga tolto a qualcuno il posto di lavoro e' fuori dalla realta'''.
A proposito della spesa destinata al personale, che dovra' essere ridotta, Di Paola ha precisato di non aver mai parlato di ''stipendificio'' (''non e' nel mio vocabolario''): ''certo – ha spiegato – oggi il 70% va al personale, questa proporzione non e' sostenibile. Nessuna azienda che destinasse gran parte delle risorse al personale potrebbe sopravvivere, anche l'azienda Difesa deve produrre operativita'. E' solo un fatto di buonsenso economico''.
Riguardo, infine, alla proposta di alcuni politici locali di trasformare l'aeroporto militare di Grazzanise (Caserta) in uno scalo internazionale, il ministro ha speigato che non e' un problema attualmente alla sua attenzione, ''ma noto che – ha aggiunto – di aeroporti civili ce ne sono anche troppi, userei il buon senso''.
