Non pago di aver chiesto l’impeachment sabato, Antonio Di Pietro attacca ancora una volta il presidente Giorgio Napolitano e tira in ballo la Costituzione violata.
«Insisto nel sostenere che il comportamento del Capo dello Stato nell’avallare questo decreto golpista è stato inutile e dannoso», ha detto da Lodi il leader dell’Italia dei Valori.
«Inutile – ha aggiunto – perchè questo decreto non serviva e non serve a risolvere la situazione che già era stata risolta dai giudici, tanto è vero che la lista Polverini e la lista Formigoni sono state riammesse senza bisogno del decreto».
«E allora la violazione alla Costituzione – ha incalzato il leader dell’IdV – è servita solo per riammettere le liste del Pdl nella circoscrizione provinciale di Roma. Quante altre liste non sono state ammesse nelle circoscrizioni italiane negli ultimi 50 anni? Ritengo che, per ottenere un piccolo vantaggio scorretto, oggi si è fatto un decreto che viola le leggi, viola il rispetto fondamentale di un gioco democratico e, in questa situazione, anche il Capo dello Stato ha avallato un atto di cui non c’era bisogno».
«Quel che fa più male oggi – ha aggiunto Di Pietro – è constatare come il cosiddetto mondo intellettuale si sia riempito di ipocrisia sostenendo che il Capo dello Stato non avrebbe potuto fare diversamente. Certo che avrebbe potuto fare diversamente. Avrebbe potuto evitare questo sfregio alla legalità e questo strappo alla Costituzione per ottenere un non risultato, giacchè quello che chiedevano i diretti interessati l’avevano già ottenuto attraverso le sentenze della magistratura».
