Di Pietro sull’Afghanistan: “Che ci facciamo ancora là?”

«Che ci facciamo ancora in Afghanistan?». È la domanda che rivolge dalle pagine del suo blog il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. «È la domanda che, se venisse fatta oggi agli italiani, la maggioranza di essi non saprebbe più cosa rispondere», ha sottolineato l’ex pm.

Certo, ha aggiunto, «oggi è il giorno del dolore, della partecipazione della solidarietà ai nostri soldati e della vicinanza alle famiglie delle vittime. Sentimenti che rinnoviamo con tutto il cuore, ma non possiamo esimerci dal porci un interrogativo di fondo. A forza di starci, e di restarci, in Afghanistan abbiamo perso anche la conoscenza delle ragioni per le quali ci siamo andati».

Ragioni, ha sottolineato, «che, magari all’inizio, potevano pure essere nobili, anche se non possono mai esserlo per chi ripudia per principio la violenza e la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti, ma che ora si sono totalmente trasformate perchè nel frattempo anche i protagonisti hanno cambiato pelle».

Per Di Pietro «dobbiamo allora chiederci: la nostra missione in Afghanistan è davvero ancora e solo una “missione di pace” oppure si sta trasformando, alle nostre spalle e anche sulla pelle dei nostri soldati, in un’azione di protettorato a favore di una fazione e contro un’altra?».

Per questa ragione, ha spiegato, «l’Italia dei Valori ha già chiesto e, ribadisce, la richiesta di aprire al più presto in Parlamento e nel Paese un dibattito serio e una riflessione approfondita su questo interrogativo di fondo: chi stiamo difendendo in Afghanistan?». Dunque, «noi dell’Italia dei Valori chiediamo che il Parlamento immediatamente si occupi di dare risposte a questi quesiti».

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