L’Aula della Camera ha iniziato l’esame degli ordini del giorno al decreto legge emergenze.
A partire dalle 12:30 si terranno le dichiarazioni di voto finali, trasmesse in diretta televisiva, al termine delle quali ci sarà la votazione finale. Il testo deve tornare al Senato.
Seguite qui la cronaca web in diretta.
Ore 13,41
L’Aula della Camera ha approvato il decreto legge emergenze, che contiene le norme sulla protezione civile. Il testo, passato con 282 voti a favore, 246 contrari ed un astenuto, torna al Senato.
Ore 13,34
Tutti i deputati di maggioranza nell’Aula della Camera si sono alzati in piedi ed hanno a lungo applaudito il sottosegretario Guido Bertolaso quando il capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto gli ha manifestato solidarietà iniziando la sua dichiarazione di voto sul dl emergenze.
Ore 13,08
Più assistenti sociali e psicologi nelle carceri ad affiancare gli adenti di polizia penitenziaria ed una ‘black list’ per le aziende a rischio di inquinamento mafioso così da escluderle dagli appalti pubblici: questo prevedono i due ordii del giorno al dl emergenze approvati dall’Aula della Camera contro il parere del governo. L’ordine del giorno dell’Udc si riferisce pure al piano carceri del governo, che viene impegnato ad adottare una politica che contenga il sovraffollamento con misure alternative alla detenzione nei penitenziari.
Ore 13,06
“Evidentemente hanno qualche ammaccatura”. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha commentato a Montecitorio il fatto che il centrodestra sia stato più volte battuto nelle votazioni sugli ordini del giorno al decreto emergenze.
Ore 12,43
L’ Udc voterà no al decreto emergenze in aula alla Camera dove stanno per cominciare le votazioni. Lo conferma Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, interpellato dai cronisti a Montecitorio. “Abbiamo ottenuto significativi risultati – spiega – il decreto è migliorato ma c’é ancora molto da fare. Nessuno è al di sopra di ogni sospetto. La lotta contro la corruzione non può essere l’ennesimo spot del governo, non può fare la fine del piano casa, facciamola davvero senza quartiere perché troppa gente ruba”.
Ore 12,35
Sono in corso nell’Aula della Camera le dichiarazioni di voto finali sul decreto legge emergenze, trasmesse in diretta televisiva. Il primo deputato a intervenire è Francesco Nucara del Pri. Seguono Roberto Commercio (Mpa), Luciano Sardelli (Noi Sud), Bruno Tabacci (Api), Massimo Donadi (Idv), Mauro Libé (Udc), Roberto Cota (Lega), Dario Franceschini (Pd) e Fabrizio Cicchitto (Pdl). Arrivato anche Berlusconi.
Ore 12,12
Governo battuto tre volte nell’aula della Camera sul dl emergenze. Prima è avvenuto per due volte di seguito nel giro di qualche minuto su altrettanti ordini del giorno del Pd al Dl emergenze. Tra i banchi del PdL si registrano numerose assenze. L’odg di Donatella Ferranti è passato con 248 sì e 244 no, l’odg Capano con 250 sì e 244 no. Infine, governo battuto per la terza volta su un ordine del giorno, stavolta dell’Udc, su cui il governo aveva espresso parere contrario. Il testo è passato per un solo voto: 250 sì, 249 no. Dai banchi dell’opposizione si sono levati fragorosi applausi.
Ore 11,24
Governo battuto nell’aula della Camera per due volte di seguito nel giro di qualche minuto su altrettanti ordini del giorno del Pd al Dl emergenze. Tra i banchi del PdL si registrano numerose assenze. L’odg di Donatella Ferranti è passato con 248 sì e 244 no, l’odg Capano con 250 sì e 244 no. Dai banchi dell’opposizione si sono levati fragorosi applausi.
Ore 11,16
“Rendere pubbliche le liste delle imprese appaltate per la ricostruzione in Abruzzo; escludere dalle procedure di assegnazione dei lavori di ricostruzione le imprese su cui gravano sospetti e su cui la magistratura ha indagini in corso; massima trasparenza nella conoscibilità degli atti, cosa in cui, per altro, il governo si era già in precedenza impegnato: è quanto chiede Italia dei Valori, con un ordine del giorno al dl emergenze, a firma di Augusto Di Stanislao. “E’ inaccettabile – dice Di Stanislao in una nota – quanto sta venendo fuori sugli imprenditori senza scrupoli che si sono avventati sull’affare della ricostruzione. Si tratta di un territorio che ha bisogno di rinascere, a 10 mesi dal sisma la situazione è ancora drammatica. Gli abruzzesi aspettano di tornare alla normalità. Il governo deve loro il massimo rispetto e noi non staremo con le mani in mano, mentre una serie di sciacalli vedono nella disgrazia di queste persone il modo per arricchirsi”.