Enrico Letta: "Monti avanti fino al 2013 e no a veti"

ROMA, 13 NOV – Un governo di tecnici (ora e' ''inimmaginabile'' unire politici di fronti opposti) con un mandato fino al 2013, su un programma rigoroso, e con l'assenza di veti da parte di chi lo sostiene, con ''uno spirito come quello espresso fin qui dal presidente Napolitano''.

Cosi' se lo immagina, l'esecutivo del premier in pectore Mario Monti, il vicesegretario del Pd Enrico Letta in un'intervista sul Corriere della Sera, in cui fa presente la necessita' di un foro politico in Parlamento per varare le riforme tra cui anche la legge elettorale.

''Questa e' una svolta per l'Italia ma anche per l'Europa, dove la commissione e' in crisi, sostituita dall'asse franco-tedesco. Merkel e Sarkozy fanno i giocatori e gli arbitri e questo non va bene''. Monti – osserva Letta – e' ''un propugnatore di un'idea diversa da quella interpretata da Merkel e Sarkozy, un'europa comunitaria, alla Delors''.

Il nuovo esecutivo dovra' ''essere sostenuto da una fiducia piena e un mandato a durare per tutta la legislatura''. Le cose da fare – rileva il vicesegretario dei democratici – ''stanno nell'alveo dei temi della lettera della Bce, di quella del governo a Bruxelles, dei 39 punti del commissario Rehn, il tutto reinterpretato con equita' e rilancio''. Una lettera quella della Bce che e' ormai di ''quattro mesi fa: un'altra Ue e un'altra Italia. Quel testo va aggiornato con la creativita' di Monti'' che e' ''il migliore interprete di un'economia sociale di mercato''. ''Questo 12 novembre – chiude Letta – e' come il 9 novembre dell'89, come la caduta del muro di Berlino''.

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Emiliano Condò