Nonostante l’impegno del governo, gli Enti “inutili” -o perlomeno di dubbia mansione- restano. Palazzo Chigi ha diffuso la lista di quelli che sopravviveranno e oltre all’Istat, l’Aci, il Club alpino e l’Accademia dei Lincei, fra i “sopravvisuti” spuntano anche nomi bizzarri.
Primo fra tutti l’Ente nazionale sementi elette, guidato dal prof. Zoppello, che si occupa di brevettare le avanguardie in materia di piante e ortaggi; a seguirlo con onore c’è l’Istituto agronomico per l’Oltremare che, con il suo sito esclusivamente in inglese, lavora nella ricerca agricola nei tropici: tutto ovviamente per l’Italia.
Scorrendo i nomi si trova anche l’Istituto nazionale di ricerca metrologica e l’Agenzia nazionale per i giovani: il primo è impegnato nella definizione delle unità di misura, mentre il secondo promuove la tolleranza e la solidarietà tra i giovani. E per chi ha bisogno di aiuto per la ricerca anfore non manca l’ente specializzato: la Scuola archeologica di Atene.
Gli appassionati di agricoltura e prodotti alimentari possono stare tranquilli, il governo ha salvato gli organismi che fanno per loro: il Cra (per la ricerca e la sperimentazione agricola), l’Inea (per la ricerca economica nel settore)Â e l’Ismea (istituto di servizi per il mercato dei prodotti).
