BOLOGNA – Vasco Errani prende tempo per organizzare, senza fretta, la propria difesa. E con prudenza si muovono il Pdl, che ha presentato due interrogazioni alla Giunta regionale per fare chiarezza su alcuni aspetti dell'inchiesta di Terremerse; e la Lega Nord, che chiede al presidente della Regione Emilia-Romagna accusato di falso ideologico di riferire in Aula sulla vicenda del finanziamento da un milione di euro erogato alla Coop del fratello Giovanni. Che, a sua volta, e' indagato per truffa, nel 2005 ottenne dalla Regione un milione per uno stabilimento a Imola della sua coop agricola Terremerse, secondo i pm presentando carte false.
Il governatore, che venerdi' ha ricevuto l'avviso di fine indagini con due dirigenti regionali, rimane in silenzio. Secondo quanto si apprende, non ha ancora nominato un legale di fiducia. Dalla notifica, del resto, ha 20 giorni di tempo per farsi sentire dai pm o presentare memorie e non e' nelle sue intenzioni accelerare. Ne' fare dichiarazioni.
Il rispetto per i magistrati da lui sottolineato e' da leggersi – emerge dalle persone che gli sono vicine – anche come il desiderio di non fare considerazioni sul merito delle indagini, cioe' sulla relazione dalla quale 'nasce' il reato. Quando avra' nominato il legale, solo allora, guardera' le carte e decidera' le mosse.
Mentre il presidente Errani, che domani sara' a Roma per l'incontro di Palazzo Chigi sul lavoro, e' impegnato in riunioni e si concentra sugli affari ordinari, il consigliere regionale Pdl Galeazzo Bignami, in un'interrogazione, chiede di capire in che modo gli uffici abbiano redatto la memoria 'incriminata', approfondendo i rapporti tra Regione e Comune di Imola. Ancora i permessi edilizi e il passaggio di documenti tra gli enti sono al centro dell'interpellanza del collega pidiellino Alberto Vecchi.
A spronare il partito, finora cauto con l'avversario politico, e' il deputato e coordinatore del Pdl di Bologna, Fabio Garagnani: ''Non vogliamo gettare la croce addosso ad Errani, ma non ci si puo' accontentare di essere garantisti, dobbiamo prendere posizione contro un sistema''.
Quello, cioe', dei rapporti tra sinistra e coop, storico 'cavallo di battaglia' del deputato, che ha risfoderato la proposta di una commissione d'inchiesta. Un ''attaco intollerabile'', secondo il Pd, anche se lo stesso Garagnani non e' per le dimissioni immediate: ''Semmai quando ci sara' una sentenza di primo grado''.