ROMA – Il decreto legge annunciato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per la fecondazione eterologa non ha avuto il via libera da parte del Consiglio dei ministri che, all’unanimità, ha invece chiesto al Parlamento di varare una legge per regolamentare la materia.
Ora tocca, dunque, alle aule parlamentari, e nel frattempo la tecnica resta vietata.
A chiarire la ratio della decisione, la stessa Lorenzin in una lettera inviata ai gruppi parlamentari: ”Nella odierna riunione del Cdm – scrive – è stata esaminata la mia proposta di intervento legislativo urgente per dare attuazione alla sentenza della Corte. Dopo un’approfondita discussione, il CDM ha condiviso, all’unanimità, la necessità di intervenire in via legislativa, nonché, tenuto conto degli evidenti profili etici che attingono la materia, di rimettere ad un’iniziativa legislativa parlamentare la disciplina dell’eterologa nel nostro ordinamento”.
Netta la posizione espressa dal governatore della Toscana Enrico Rossi, dopo il via nei giorni scorsi alla delibera regionale per l’eterologa: ”La nostra delibera c’è per garantire sicurezza. Quella che abbiamo approvato non è una legge, ma una delibera che delinea delle metodiche tecniche. Se lo Stato è pronto a legiferare – ha concluso – la nostra è una delibera ‘cedevole’, e siamo pronti a recepire i contenuti”.
A ritenere che non servano leggi per partire, scrive Michele Bocci di Repubblica, ci sono associazioni come la Coscioni, molti giuristi, come quelli che hanno firmato il “manifesto sull’eterologa”, e pure alcune società scientifiche, che oggi dovrebbero prendere una posizione ufficiale forti delle richieste di fare il trattamento arrivate in queste settimane da centinaia di coppie.
Anche le strutture pubbliche dell’Emilia, di Bologna e Cattolica, pur senza avere alle spalle una delibera regionale, sono intenzionate ad andare avanti. Ma dal governo e dal ministero sono così convinti dell’illegittimità di procedere con i trattamenti da essere pronti a mandare i Nas nei centri che fanno l’eterologa. E poi bisogna capire se si deciderà di impugnare la delibera toscana. “Quello che è accaduto è una vergogna — dice il ginecologo Carlo Flamigni, tra i massimi esperti di pma — Si tratta di un escamotage per rinviare tutto alle calende greche. Al governo si devono vergognare perché hanno fatto tutto sulla pelle degli italiani. Ora spero che i centri abbiano il coraggio di partire, la legge è dalla loro parte”.