Fondazione Farefuturo a Berlusconi: “Serve lo spirito del 2010, non tornare al ’94!”

Silvio Berlusconi

”Torniamo al ’94!, grida il Cavaliere. Come se, insieme alle parole d’ordine, si potesse anche riavvolgere il nastro della storia. Come se si potessero cancellare gli errori così, con un gesto. Con una parola”. E’ quanto scrive Ffwebmagazine (www.ffwebmagazine.it), periodico online della Fondazione Farefuturo, commentando l’intervento del premier a Milano a conclusione della Festa della libertà. E lo fa per dire che ”no, non si può ‘tornare allo spirito del ’94’. E’ tardi. E, soprattutto, il mondo è cambiato, il paese è diverso”.

Secondo Farefuturo, insomma, ”l’Italia deve trovarne uno nuovo, di spirito. Deve costruirsi lo ‘spirito del 2010’, altro che 1994. L’Italia deve immaginarsi tra vent’anni, non guardare a sedici anni fa. Deve proiettarsi nel futuro, deve saltare in avanti, non mettere la retromarcia”.

”Silvio Berlusconi ieri – scrive Federico Brusadelli – sembrava il leader dell’opposizione. E per un’ora ha assunto toni e accenti con cui ha provato a distribuire ancora una volta un’illusione: è un uomo nuovo, un ‘non politico’, un imprenditore che scende in campo per cambiare il paese, per salvarlo dai comunisti e dai poteri forti. Un uomo solo contro il sistema, un uomo solo a difesa della nostra libertà. Come se a Palazzo Chigi ci fosse Romano Prodi o Lamberto Dini. Come se il Cavaliere non fosse in politica da sedici anni, come se non avesse fatto cinque campagne elettorali, come se non avesse guidato quattro governi e costruito (e sciolto) due partiti”.

E il richiamo allo spirito del ’94, continua l’articolo, era ”l’unica conclusione possibile di un discorso impostato così. Nostalgia. E un’implicita ammissione di colpa. Perché se c’è da recuperare quello spirito, se bisogna ritornare alla discesa in campo, significa che quello spirito si è perso per strada. Significa che la Rivoluzione liberale non è stata nemmeno avviata, significa che le parole d’ordine sono cambiate, e che sono cambiati gli amici e i riferimenti culturali”. Ma, conclude Brusadelli, ”il disperato tentativo di fermare il tempo è una stregoneria destinata al fallimento. Perché la politica non si fa camminando come i gamberi, né riportando indietro gli orologi”.

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