ROMA – Nella ricetta dovrà sempre essere indicato il principio attivo dei farmaci, anche quando il medico sceglierà comunque di prescrivere una determinata ‘griffe’. E’ il punto di mediazione tra Salute e Sviluppo economico raggiunto al Senato, dove la commissione Industria sta finendo di ultimare il lavoro ”istruttorio” prima di passare, da giovedì, al voto dei circa 1.600 emendamenti (quasi 300 non hanno passato il vaglio dell’ammissibilità).
La querelle sui farmaci era nata con la presentazione di diversi emendamenti ‘salva-griffati’ (a firma di senatori di quasi tutti i gruppi) che puntavano a cancellare l’obbligo introdotto con la spending review di indicare il principio attivo in presenza di farmaci equivalenti. Una norma fortemente voluta dal ministro Renato Balduzzi, per incentivare ”la cultura del farmaco generico”. E dal ministero filtra infatti una certa ”soddisfazione” per essere riusciti a mantenere il punto, anche se con una riscrittura più ‘soft’ della norma.
Ma ad essere soddisfatto è anche il ministero dello Sviluppo economico perché, come dice il sottosegretario Claudio De Vincenti ”è stata salvaguardata la libertà di scelta dei cittadini”. Nella riscrittura del testo, infatti, si esplicita che laddove in ricetta sia indicato un farmaco con il prezzo pari a quello di rimborso, il farmacista è vincolato a proporre quello specifico medicinale ”fatta comunque salva la diversa richiesta del cliente”.
Sul fronte sviluppo arrivano intanto anche altre novità. L’introduzione del libro digitale, prevista già dal prossimo anno scolastico, slitterà di un anno, cioè al 2014-2015, e riguarderà tutti le classi, dalle elementari al liceo. Per il credito d’imposta alle infrastrutture si andrà, ormai quasi sicuramente, ad un abbassamento della soglia attualmente fissata a 500 milioni. Il Pdl preme, con la relatrice Simona Vicari, per una discesa ”almeno a 100 milioni”, ma il governo, pur ritenendo corretta l’esigenza di rivedere l’importo minimo, non si sbilancia ancora sulla cifra.
Tra gli emendamenti dei relatori spuntano intanto 10 milioni in più per l’Ice e il biglietto elettronico dell’autobus pagabile con il credito del telefonino, mentre tra quelli dei senatori compare infine anche quello per introdurre su tutto il territorio nazionale la tariffa rc auto unica, uguale in ogni area geografica. Una norma, ha spiegato De Vincenti, che già esiste nella legge sulle liberalizzazioni, anche se legata al grado di incidentalità del territorio. ”Al nuovo emendamento – ha puntualizzato – sono contrario per una questione di equità. Non è giusto che chi rispetta di più le regole debba pagare per chi le rispetta di meno”.
