ROMA – ''Tremonti dovrebbe offrire le sue dimissioni a Berlusconi, e Berlusconi dovrebbe respingerle. Ora per il governo è meglio che Tremonti resti''. Lo sostiene, in un'intervista al Corriere della Sera, il direttore del Foglio Giuliano Ferrara, che invita ministro dell'Economia a chiedere scusa.
''Una franca ammissione avrebbe circoscritto il fatto. Le mancate scuse daranno spazio agli spregiatori, ai pettegoli, a chi vorrà colpire Tremonti'', dice Ferrara, secondo cui la vicenda Milanese ''non fa comodo a Berlusconi'', perchè ''la corrosione del ministro dell'Economia non conviene al governo''.
''Chi occupa posti pubblici deve ammettere responsabilità ed errori'', sottolinea l'ex ministro per i Rapporti con il Parlamento. Tremonti, invece, secondo Ferrara ''ha tenuto un comportamento inaudito e l'ha giustificato in modo ancor più inaudito. Ha mortificato se stesso con spiegazioni risibili, tipo: sono troppo ricco per rubare''.
Sulla scelta riguardante la casa con Milanese ''sono rimasto sorpreso per l'ingenuità . Ha dimostrato una certa sciatteria'', afferma Ferrara. Adesso ''vedremo gli sviluppi dell'inchiesta. Certo, non viene fuori il ritratto di un ministro che sa scegliere collaboratori con un certo gusto nei consumi e con un contegno non trasandato''.
Per Ferrara anche Bersani avrebbe dovuto chiedere scusa. ''Doveva dire: mi dispiace, avrei dovuto scegliere persone più a prova di indagine. Spiegare la telefonata con cui mise in contatto Penati e l'imprenditore Gavio''.
Stessa linea del Financial Times, che per la prima volta abbandona il capo del dicastero economico. In un editoriale intitolato 'L'azzardo di un affitto a Roma', commenta la vicenda dell'ex collaboratore del ministro Milanese, a cui Tremonti ha dichiarato di aver versato in contanti 1.000 euro a settimana per l'affitto di un appartamento a Roma. Il quotidiano finanziario dice: "Non si capisce perchè Tremonti ha sentito la necessità di pagare l'affitto in contanti piuttosto che tramite bonifico o assegno".
Finora non sono emerse irregolarità tuttavia, "i pagamenti in contanti di Tremonti offrono un cattivo esempio agli italiani" a fronte della "cronica piaga italiana dell'evasione fiscale". Così come Silvio Berlusconi anche Tremonti "non e' indespensabile".
