Ferrara: "Tremonti si sottometta o se ne vada"

ROMA – ''Tremonti o si sottomette, o se ne va'', la ''vera responsabilità'' del ministro dell'Economia è che ''tutti, da Berlusconi a Tremonti, fino a Cicchitto, hanno preso il modo di vedere dei catastrofisti, dei declinisti e di tutti coloro che hanno fatto leva sulle turbolenze finanziarie mondiali, che insomma descrivono una situazione del tutto surreale''. Parola di Giuliano Ferrara, che in una lunga intervista al Corriere della Sera espone la sua 'ricetta' per il rilancio politico del premier.

''Berlusconi – afferma – sta per essere ghigliottinato sulla pubblica piazza e la restaurazione che seguirebbe rischia di essere un indecoroso pasticcio. Se tagliano la testa al Cavaliere arriva la Repubblica dei mediocri. Per questo io suggerisco di concentrarci sullo sviluppo economico di questo Paese, tutto il resto è immondizia''.

Ferrara non commenta le battute e la vita privata del premier, ''nelle feste di Berlusconi non c'erano stupri di cameriere del Sofitel'', e poi ''nessun teste minorenne ha detto di aver fatto sesso con lui''. ''Trasformare i comportamenti privati in reati – prosegue – è stata la strategia di chi, non riuscendo a battere Berlusconi politicamente, ha cercato e cerca di farlo con un'infame strategia che passa attraverso le aule giudiziarie''.

A Berlusconi ''ho detto di scusarsi, ma per poi contrattaccare politicamente''. Chiedere scusa sarebbe ''il segnale che vuole ancora guidare questo Paese. E, nella sostanza, lo renderebbe piu' credibile''. Ferrara riconosce che il premier ''qualche comportamento l'ha sbagliato: ha avuto atteggiamenti disinvolti, ha allacciato rapporti con lobbisti tipo Lavitola, comunque migliore dei suoi inquisitori, c'è stata qualche telefonata in questura…''.

Per Ferrara ''una credibile alternativa di governo in questo Parlamento'' non esiste, ''esistono solo pasticci variamente farciti e confezionati. Insomma io penso che tocchi a Berlusconi lavorare per arrivare al 2013 e allestire un'uscita ordinata, riformatrice e bipolarista, dal berlusconismo''.

Un concetto questo che il direttore del Foglio approfondisce sul suo quotidiano in un editoriale dal titolo: 'Ai democristiani inquieti', sottotitolo, 'scegliete da che parte stare, stateci e occupatevi di cose serie' in cui si rivolge in primis a Pisanu e Scajola ma anche a Lupi, Formigoni, Casini, Rutelli e altri esponenti cattolici. A tutti Ferrara dice: 'Il loro posto è la rifondazione berlusconiana, lavorare perchè dal peggio di queste convulsioni esca il meglio'.

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Alessandro Avico