ROMA, 30 MAG – ''Non sono stato invitato alla festa del 2 giugno. Ma sono stato felice di aver partecipato ai festeggiamenti dei 150 anni dell'Unita' d'Italia. Mi ha fatto piacere vedere le citta' italiane piene di bandiere, Torino e Roma. Anche se all'inizio non mi sono sentito a mio agio, perche' il nostro Presidente ha pensato a Cavour e Mazzini, ma ha dimenticato che il Tricolore lo ha voluto re Carlo Alberto''. Lo ha detto oggi in una libreria a Roma, il principe Emanuele Filiberto di Savoia, nel presentare il suo primo libro, il romanzo d'amore edito da Rizzoli, Mi fai stare bene. Ad intervistarlo, la giornalista Cesara Buonamici. Emanuele Filiberto non vorrebbe parlare di politica. Suo malgrado pero', le domande ruotano sempre attorno ad argomenti politici. Anche perche' Buonamici ricorda che il principe e' appena stato al Pantheon a depositare una corona di fiori sulla tomba dei re della sua famiglia. Cosi' quando gli viene chiesto se sente di essere un principe, oppure ''se gli italiani impazzissero e volessero di nuovo monarchia, se lui sarebbe pronto a fare il re'', Emanuele Filiberto e' costretto a rispondere politicamente. ''Piu' che un principe – spiega – sento di essere il depositario, con mio padre, di mille anni di storia. Non ho mai deluso nessuno, tantomeno la mia famiglia, di cui ho il massimo rispetto. Forse quando avro' 80 anni sara' diverso''. ''Spero che gli italiani non impazziscano – risponde a chi lo stuzzica sul ritorno della monarchia – spero pero' che gli italiani imparino ad amare la loro patria, che e' il paese piu' bello del mondo. Io che l'ho visto per 32 anni da lontano posso dire che mi fa pena non vederlo amato''. Un secondo libro, semmai lo scrivesse ''potrebbe riguardare argomenti con risvolti politici'' rivela Emanuele Filiberto incalzato dalle domande e dopo aver rivelato che il libro in uscita lnon l'ha scritto lui ''ma due editor della Rizzoli''. ''Io – ha aggiunto – ho avuto l'idea gia' 10 anni fa''. Per ora, il principe suo malgrado preferisce lo spettacolo. ''Ho due programmi televisivi in ballo – rivela – ma non voglio parlarne per scaramanzia. Ho un progetto anche in America, che mi piace molto come paese e dove quando vado non guardo la tv italiana, cosa che mi rende molto felice. Poi ho la promozione del mio libro. La tv, comunque non si sbarazzera' facilmente di me''. A portare Emanuele Filiberto lontano dalla sua famiglia e' stata la politica, con la sua candidatura alle europee del 2009. ''Quando ho fatto politica – rivela – ho trascurato mia moglie e le bambine. Ma ora come papa' sono molto presente. Sono in Italia due giorni a settimana, gli altri cinque torno a casa, mi alzo ogni mattina alle 7, cucino e porto le bambine al parco''.