ROMA – Impegnato a New York per un ciclo di conferenze, Giuliano Amato racconta di aver visto su YouTube l’applauditissimo show fatto da Roberto Benigni sul palco di Sanremo. ”Davvero ha aiutato moltissimo a rendere popolari Mameli, il suo inno e non solo fra tanti italiani”, dice. Il resto, aggiunge il presidente del Comitato Nazionale per i 150 anni dell’Unita’ d’Italia, ”e’ ahime’ storia italiana. Avevo cercato di suggerire che soprattutto contava per il 17 arrivare a una scelta condivisa. Noi avremmo assicurato l’efficacia delle celebrazioni comunque. E invece siamo approdati a una soluzione non condivisa, quale che essa sia. Spero solo che la disputa non continui e non si allarghi”.
Due settimane fa, dopo le preoccupazioni espresse dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, Amato era intervenuto sulla vicenda della festa indetta per il 17 marzo suggerendo la possibilita’ di festeggiare la ricorrenza senza chiudere scuole e uffici: ”Se si vuole che il 17 marzo l’Unita’ d’Italia sia ricordata e quindi festeggiata, non e’ detto che la vacanza sia il modo migliore per farlo”, aveva spiegato all’Ansa.
”Una mattinata di scuola dedicata a vedere e a discutere un film sul Risorgimento – aveva sottolineato – vale di piu’ di una mattinata di festa passata a dormire di piu’ e a mettersi poi al computer per chattare su Facebook. Ed anche per gli adulti un modo per ricordare l’Unita’ si puo’ ritagliare meglio in una giornata di lavoro che nella prima giornata di un lungo ponte”. Un modo, ribadisce oggi l’ex presidente del Consiglio, per dire che la cosa piu’ importante, rispetto alla festa dell’Unita’, sarebbe stato trovare una soluzione capace di mettere d’accordo tutti.
