Fiducia sul processo lungo, Zanda: "Siamo al regime"

ROMA, 28 ''Ci sono parole che non dovrebbero essere mai pronunciate e che faccio fatica a pronunciare ma se c'e' un momento nella storia di una democrazia, come e' stata la democrazia italiana, in cui si deve usare la parola regime quel momento e questo. E non uso volentieri per il mio paese la parola regime''. Cosi' il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, inizia il suo intervento nell'aula del Senato, dopo l'annuncio del governo della fiducia sul processo lungo.

''Lo Stato italiano in questi tre anni e' stato spappolato e il Paese e' sotto scacco e si occupa soprattutto dei problemi giudizari di una persona sola. ''Siamo qui – osserva Zanda – per esaminare una legge schifosa. Ormai siamo diventati un ufficio di Berlusconi e il capoufficio la mattina decide cosa l'ufficio deve fare''.

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Emiliano Condò