ROMA, 1 FEB – ''Come nel gioco delle tre carte, dall'abolizione dei finanziamenti siamo passati ai rimborsi elettorali, cifre che vengono date a prescindere della spesa e senza obbligo di rendicontazione. Di fatto si e' solo cambiato il nome. Dal 1994 a oggi i partiti hanno preso due miliardi e mezzo di euro e per le campagne elettorali hanno speso meno di un quinto. Un esempio: perche' il rimborso va alla Margherita che non c'e' piu'? Perche' se una legislatura viene interrotta, il rimborso continua per altri 5 anni'': e' la descrizione dello scenario dei finanziamenti pubblici ai partiti fatta da Marco Cappato dei Radicali in diretta a Tgcom24.
Sul tema dei controlli aggiunge: ''Non c'e' obbligo di revisione dei conti, pubblicita', democrazia interna ai partiti, in piu' se combiniamo questo alla legge elettorale vigente, allora troviamo poche persone che comandano senza dover rendere conto a nessuno. La rendicontazione esiste solo per le spese elettorali, il resto? Lo spendo come mi pare, non e' quindi vero che sono rimborsi elettorali, ma veri e propri finanziamenti''.
