Fini: "Riconoscere la giustizia tributaria in Costituzione"

ROMA, 15 GIU – ''La giustizia tributaria merita una maggiore attenzione da parte del legislatore, a partire da un suo esplicito riconoscimento nella Costituzione''. Lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, aprendo i lavori della Giornata della giustizia tributaria, nella Sala della Lupa a Montecitorio, alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

''La giustizia tributaria, per l'impatto forte e immediato che esercita sulla vita delle persone e delle aziende, merita una maggiore attenzione da parte del legislatore, a partire, forse, da un suo esplicito riconoscimento in Costituzione, cosi' come del resto gia' previsto per la giurisdizione amministrativa e contabile'', spiega il presidente della Camera.

''Ancor piu' del contenzioso civile, penale ed amministrativo – sottolinea – quello tributario presenta, infatti, dei profili peculiari dal punto di vista dei tempi del processo, della complessita' della normativa fiscale e dei rapporti tra le parti. Al riguardo, pur considerando apprezzabili i recenti interventi normativi finalizzati ad 'avvicinare' la disciplina del processo tributario a quella del processo civile (si pensi, ad esempio, all'estensione del contributo unificato al processo tributario e all'introduzione dell'istituto del 'reclamo'), non si puo' non rilevare che l'abbreviazione dei tempi, entro i quali gli avvisi di accertamento diventano 'titolo esecutivo', richiede, necessariamente, una maggiore capacita' di risposta da parte delle Commissioni tributarie, per non ledere il diritto di difesa dei contribuenti. Contribuenti a carico dei quali la disciplina fiscale pone, talvolta, eccessivi vincoli probatori, che, in mancanza di una sollecita pronuncia giurisdizionale, determinano rilevanti conseguenze per la sfera patrimoniale dei soggetti interessati''.

''La decisione sul cosiddetto 'reclamo' e sull'eventuale proposta di mediazione – aggiunge Fini – e' rimessa ad un organo non propriamente giurisdizionale, qual e' appunto la Commissione tributaria, con ripercussioni sul piano della terzieta' dell'organo giudicante''.

''La piena attuazione del principio del 'giusto processo' – rileva – appare, quindi, un'esigenza particolarmente avvertita anche nell'ambito della giurisdizione tributaria, e cio' nonostante il contributo che, negli ultimi anni, le misure deflattive e l'introduzione di metodi telematici hanno offerto per il significativo smaltimento delle liti fiscali pendenti. Tenuto conto, inoltre, della particolarita' del giudizio tributario, si rende necessario creare una piu' funzionale sinergia tra giudici togati e non togati, che, forti delle rispettive esperienze professionali, possono assicurare una migliore e piu' celere certezza del rapporto tributario''.

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Daniela Lauria