ROMA – Sansone con tutti i Filistei? La rabbia, la stizza per far crollare tutto il tempio Silvio Berlusconi ce l’ha e la mostra. E poiché il suo masticare amaro non è una finta ma un sentimento vero, il premier comincia ad elaborare e mostrare anche la categoria del “tradimento”, quello volontario o involontario ai suoi danni. Chi non tradisce e su cui si può far affidamento Berlusconi lo esibisce: Scilipoti. Su altri fa cadere il sospetto della pavidità, dell’essersi tirati indietro da una giusta battaglia. La storia è sempre quella dell’articolino di legge che salvava Fininvest da una possibile sentenza avversa nel caso Mondadori. L’articolino stabiliva che un’azienda condannata a pagare risarcimento da un Tribunale, anzi due, poteva, anzi doveva per pagare davvero attendere la terza sentenza, quella della Cassazione. Insomma oggi non pagava, domani forse. Berlusconi aveva scritto in comunicato ufficiale che c’erano “migliaia di soggetti interessati”, in realtà erano 36, il più imponente appunto Fininvest. Non solo, buona parte dei pagatori autorizzati a rinviare il pagamento erano soggetti in debito con il fisco, non proprio una misura anti deficit. Articolino di legge salva Fininvest bloccato dal Quirinale, rimasto senza padre, disconosciuto da Ghedini, da Calderoli, da Tremonti. Infine ritirato dallo stesso Berlusconi. Che però è rimasto con il dente avvelenato e, appena ha potuto, qualche goccia di veleno ha inoculato.
“Tremonti sapeva e aveva giudicato quella norma sacrosanta”. “Calderoli sapeva…Una norma che ripresenteremo”. Quindi secondo Berlusconi i due ministri hanno fatto finta di non sapere. Nel migliore dei casi si sono voluti lavare le mani alla Ponzio Pilato, oppure hanno scientemente lasciato solo il premier dopo averlo fiancheggiato. Ministri pavidi od oppurtunisti e a dirlo è il loro capo team. Perché tanto livore, tanta rabbia neanche un po’ nascosta? Berlusconi sente scadere il tempo del suo governo, si avvia a far Sansone che…Non proprio, Berlusconi si sente ancora in grado di continuare per un anno almeno. Più che finito si sente tradito. Tradito sul punto che per lui, per sia stessa ripetuta ammissione, è il più sensibile: i soldi, il portafoglio. Dover pagare centinaia di milioni di euro a seguito sentenza di risarcimento è per lui la suprema ingiuria. E chi non partecipa in prima fila, chi non frappone il suo petto non merita indulgenza. Sia pure il ministro dell’economia, sia pure uno della Lega. Calderoli e soprattutto Tremonti hanno giocato a sfilarsi, Berlusconi li inchioda al ruolo del “palo” che prende paura e molla tutto, si allontana mentre è in corso l’audace colpo in una “filiale” della gran banca della manovra.