ROMA – ''Ogni volta che qualcuno assume una posizione di responsabilita' si cerca di confonderla con un percorso di trasformismo. Il ritorno al berlusconismo non ci interessa''. Intervistato dal Messaggero, il vicepresidente di Fli Italo Bocchino spiega che il ritorno nel Pdl ''non e' un argomento all'ordine del giorno''.
''Se possiamo fare qualcosa per il bene del paese, il Terzo polo e' a disposizione'', osserva Bocchino, ma ''i nostri rapporti con il governo si limiteranno al merito delle questioni e resteranno nell'ambito del Parlamento. Non ci interessano altri accordi fuori dall'ambito parlamentare''.
''Il discorso sarebbe diverso se Berlusconi dovesse decidersi al passo indietro. Allora – spiega l'esponente di Fli – passeremmo dalla seconda alla terza Repubblica e certo aspireremmo a mettere insieme una una coalizione di moderati e riformisti, ma non mi sembra che attualmente ci siano le condizioni per questo scenario''.
Sulle misure per fronteggiare la crisi, ''temiamo che tutto si risolva nel solito giro di valzer a suon di tagli sulle pensioni e sulle seconde case'', prevede Bocchino.
''Se ci proporranno misure credibili le sosterremo – annuncia – ma per noi la manovra va riscritta e vanno anche dati segnali precisi con il taglio della spesa improduttiva. Cominciamo dalle Province: se c'e' l'accordo di tutti si puo' fare subito. E tagliamo il numero dei parlamentari. Noi proponiamo di ridurli a 400 deputati e 200 senatori''.
In merito al no di Bossi sul taglio alle pensioni, ''avrei un sospetto: non vorrei che qualcuno con i suoi niet giocasse a provocare l'emergenza per poter cambiare il quadro di governo'', dichiara Bocchino confermando di alludere all'asse Bossi-Tremonti.