ROMA – ''Urso, Scalia e Ronchi, come piu' volte preannunciato, hanno ritenuto di tornare sotto l'ala protettrice di Berlusconi. Era ormai scontato''. Lo afferma in una nota il capogruppo di Fli alla Camera, Benedetto Della Vedova. ''Giustificare questa marcia indietro come un riconoscimento del passo in avanti del Pdl e' pretestuoso – sottolinea Della Vedova – Fli ha riconosciuto nella nomina di Alfano a segretario un'ipotesi di novita'. Ma il fatto che Berlusconi sia stato obbligato dalla crisi di consenso e legittimazione (per cui noi l'avevamo messo in guardia con larghissimo anticipo) a mollare formalmente la guida del partito, non significa che abbia per questo mollato il bastone del comando, ne' rinunciato ad usarlo nei modi cui ci ha abituati. Valga per tutto la norma ad aziendam sul lodo Mondadori''.
''Questo abbandono, che mi amareggia e di cui certo non mi rallegro, rappresenta un definitivo elemento di chiarezza – conclude Della Vedova – Fli non e' una 'riserva berlusconiana', ma un progetto difficile proprio perche' ambizioso. Con il Terzo Polo costruiamo una proposta moderata e riformatrice, non compromessa con la sinistra, ma non subalterna e servile al partito del 'metodo Boffo' e ad un governo che sta affossando la credibilita' dell'Italia sulla scena e sui mercati internazionali''.
