Proprio ieri il segretario di Stato americano Colin Powell, che negli anni Novanta aveva bloccato l’ingresso nelle caserme a aspiranti soldati apertamente gay, aveva fatto sapere di averci ripensato perchè “i tempi sono cambiati”, ha detto.
E anche La Russa è d’accordo: di per sè, ha detto il ministro, l’essere gay «non ha alcun valore» ai fini della compatibilità con il militare. Essere gay o non esserlo non ha rilevanza per essere ammessi nelle forze armate.
«Diverso è – conclude La Russa – se uno, eterosessuale o omosessuale che sia, dà fastidio a persone del suo stesso sesso o del sesso opposto, non dimentichiamo che adesso ci sono anche le ragazze. Quello non lo ammettiamo e verrebbe sanzionato. Quindi nessuna discriminazione, ma nemmeno nessun trattamento di favore».